Catalogna al voto (Fonte: eunews.it)

Catalogna: 2,2 milioni di votanti. Il sì al 90%

Sono stati 2 milioni e 200 mila i catalani che ieri si sono recati alle urne per il referendum sull’indipendenza della Catalogna. Non è stata una giornata facile, che si è conclusa con cariche della polizia, scontri con gli elettori e scrutatori. Per un totale di oltre 800 feriti. Il sì ha vinto con il 90%. In 176.000 hanno votato il no.

Una consultazione non autorizzata dal governo spagnolo, da Madrid, dal premier Rajoy. Il presidente ha difatti definito il referendum una messinscena, illegale, senza valenza. Non la pensano allo stesso modo i catalani, che per domani incroceranno le braccia in segno di dissenso, con uno sciopero generale appoggiato da 40 sigle sindacali, per protesta «per la grave violazione del diritto e della libertà».

Puigdemont: “Catalogna è stato indipendente”

«In questa giornata di speranza e sofferenza i cittadini della Catalogna hanno vinto il diritto a uno Stato indipendente in forma di Repubblica». Con queste parole il leader della Catalogna Puigdemont ha definito la giornata storica di ieri. Ha poi continuato: «Nei prossimi giorni il mio governo invierà i risultati del voto di oggi al Parlamento catalano, dove risiede la sovranità della nostra gente, in modo che possa agire secondo quanto previsto della legge sul referendum», spendendo alla fine qualche parola anche per l’Unione europea, che è sempre rimasta in silenzio sulla questione: «(L’Ue, ndr) non può continuare a guardare dall’altra parte».

A votate si è recata meno della metà degli elettori, 2,26 su 5,3 milioni. L’intervento della Guardia Civil ha impaurito molti elettori che hanno deciso di rimanere a casa, per non essere picchiati o arrestati dagli agenti in tenuta antisommossa. E mentre i trattori bloccavano l’ingresso nelle maggiori città dei mezzi inviati da Madrid, gli elettori hanno dormito davanti ai seggi e hanno protetto le urne per tutto il giorno, fino al conteggio finale.

Sanchez: “Giorno triste per democrazia”

Il leader socialista Pedro Sanchez ieri ha criticato duramente le scelte di Madrid sull’invio delle forze dell’ordine per bloccare il voto in Catalogna. Sanchez si incontrerà oggi pomeriggio con il premier Rajoy, ma ha definito la giornata di ieri come «un giorno triste per la democrazia».

Il presidente Puigdemont alle 10:30 ha organizzato una riunione straordinaria del governo, per decidere come muoversi dopo il risultato del referendum. Fonti vicine al premier Rajoy e al suo partito hanno detto che ora, «potrebbe succedere di tutto».

Fonte: repubblica.it

 
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Autore dell'articolo: Davide Luciani


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