Certificazione Unica 2022, gli obblighi per minimi e forfettari
ROMA – Certificazione Unica 2022, l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate è obbligatorio anche per i compensi corrisposti a minimi e forfettari. Ci riferiamo, dunque, ai titolari di partita Iva in regime forfettario o nel residuale regime dei minimi. Il termine ultimo per la trasmissione telematica è il 31 ottobre.
Con il regime forfettario nel 2022 ci sono importanti novità anche per le partite Iva. Per i requisiti di accesso rimane il limite di compensi a 65.000 euro l’anno, ma anche il non aver superato spese superiori ai 20.000 euro lordi e il non aver percepito oltre 30.000 euro di redditi da lavoro dipendente o da pensione. Chi emetterà fattura in regime forfettario non dovrà assoggettare i compensi a ritenuta d’acconto. Inoltre i titolari di quote in società , i titolari di quote srl e associazioni che ne permettono il controllo non possono godere della flat tax al 15%.
Certificazione Unica 2022, gli obblighi per minimi e forfettari
La manovra fissa un tetto di 30.000 euro per chi cumula il reddito del regime forfettario con un reddito da lavoro subordinato o pensione. Per i costi derivanti da contratti di prestazioni di collaboratori e dipendenti, invece, il tetto è di 20.000 euro. Per arrivare a movimentare una cifra sufficiente a sostenere le partite Iva e le pmi con fatturato fino a 50 milioni, lo Stato deve intervenire con uno stanziamento da 33 miliardi di euro (circa 2 punti percentuali di Pil). Questa somma, infatti, consente garanzie per 412,5 miliardi di euro.
Inoltre con la Legge di Bilancio 2022 si è cercato di armonizzare, almeno in parte, le diverse detrazioni fiscali previste per il settore dell’edilizia seppur prevedendo proroghe differenti. Un importante passo avanti che si spera possa essere propedeutico a creare una norma quadro comprensiva di tutte le detrazioni in modo più semplice e strutturale.
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