Codacons va contro la Ferrari per Mission Winnow
Il Codacons va contro la Ferrari per Mission Winnow e la SF90 rischia il sequestro
Roma, 12/03/2019 – Codacons va contro la Ferrari per Mission Winnow: inizio campionato a rischio.
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Insorge una polemica sulla sponsorizzazione della rossa di Maranello; infatti il Codacons punta il dito contro la multinazionale del tabacco Philip Morris. La memoria torna all’anno 2005 quando al centro dell’attenzione erano le monoposto del cavallino rampante, guidate da Schumacher e Barrichello, marchiate Marlboro; invece del nome del produttore di sigarette, la Ferrari per il Gran Premio d’Italia ha applicato un codice a barre.
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Il Codacons ha coinvolto l’Antitrust ed anche il Ministero della Salute per verificare se la Ferrari stia rispettando la normativa relativa alla sponsorizzazione; infatti, secondo il coordinamento delle associazioni l’applicazione sulla carena delle monoposto delle lettere M W (Mission Winnow) aggirerebbe le norme contro la pubblicità del fumo. Nel caso si riscontrasse la violazione, le due monoposto di Maranello potrebbero rischiare di essere sottoposte a sequestro.
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Non solo il Codacons va contro la Ferrari per Mission Winnow, il marchio di Philip Morris International Management SA
Cos’è Mission Winnow? Per quanto si può leggere dal loro sito è un programma sulla ricerca e l’innovazione tecnologica per un “futuro migliore”.
A circa un mese dalla presentazione della SF90, la Ferrari corre ai ripari prima della gara di Melbourne; infatti, i vertici del cavallino rampante sono orientati a fare sparire ogni riferimento a Mission Winnow sia sulla carrozzeria quanto sulle tute dei piloti.
Non solo il Codacons: interviene sui social anche Massimiliano Dona.
Secondo voi non si rassomigliano troppo?!😡
Ecco perchè abbiamo denunciato all’@antitrust_it sia #philipmorris che #missionwinnow per pubblicità camuffata di prodotti del #tabacco su #Ferrari e #Ducati.
In Australia hanno già aperto una indagine! E da noi?#tobacco #advertising pic.twitter.com/69ja8DkK6e— MASSIMILIANO DONA (@massidona) 6 marzo 2019
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