Conte immagina il futuro dell'Italia

Conte immagina il futuro dell’Italia

         
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BOLOGNA – Conte immagina il futuro dell’Italia. Ecco che cosa ha detto oggi il premier parlando del decreto semplificazioni che ha sbloccato i cantieri:

“In questi giorni firmerò un decreto per individuare i cantieri da accelerare e i relativi commissari. Ripartire significa ritrovare la fiducia nel fatto che l’Italia ha un potenziale enorme: dobbiamo rialzarci per accelerare, non per stare in piedi come prima. L’Italia può, deve osare”.

Conte immagina il futuro dell’Italia

E ancora:

“Oggi acceleriamo sul fronte dell’autostrada del nostro futuro: un’infrastruttura digitale unica in banca ultra larga, capace di proiettare velocemente il nostro Paese in avanti, recuperando il terreno perduto”.

Questo perché “investire sulla rete unica significa consentire agli studenti la possibilità di accedere a tutte le informazioni in maniera semplice e rapida, alla scuola di digitalizzarsi e rispondere alle aspettative dei nostri ragazzi. Significa anche rafforzare un rapporto diretto, veloce, tra cittadini e servizi pubblici e privati. Aprire la strada a nuove occasioni di sviluppo nelle aree depresse d’Italia, dove i dati potranno finalmente viaggiare alla velocità degna degli obiettivi delle imprese innovative e dei sogni dei nostri giovani che sono spesso costretti a emigrare”, aggiunge.

“Con il superbonus edilizia al 110% diventa concreta la possibilità di produrre occupazione e lavoro nel settore dell’edilizia, perseguendo però l’obiettivo dell’efficientamento energetico, dell’adeguamento sismico delle abitazioni. Intendiamo estendere questo strumento anche oltre il 2021”.

Con il Recovery Plan “almeno il 37% delle risorse disponibili riguarderà investimenti green, quindi transizione energetica in settori strategici come l’automotive, il potenziamento della rete idrica, il contrasto al dissesto idrogeologico, l’efficientamento energetico degli edifici pubblici”, elenca il premier.

“E’ importante la sostenibilità sociale. Non c’è crescita se qualcuno rimane indietro senza protezioni, se non c’è la stella polare della solidarietà, dell’inclusione a indicarci la strada giusta. Qualcuno ha classificato alcuni provvedimenti emergenziali del governo come una “pioggia di bonus”, di sussidi. In realtà erano il giusto ombrello con cui riparare le categorie più esposte alla tempesta”.

E infine: “Non possiamo ignorare che l’Italia riparte solo se riparte la scuola. Siamo in giorni cruciali. In queste prime settimane l’anno scolastico è ripreso in modo ordinato, nel rispetto delle regole. Simbolo, questo, di un’Italia che si rialza e riprende a correre”.

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Autore dell'articolo: Elena De Lellis

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