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Continua lo stato di belligeranza verbale fra l’Iran e gli Usa

         
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Continua lo stato di belligeranza verbale fra l’Iran e gli Usa.

La progressiva politica di escalation fra le due nazioni fa registrare la notizia che l’Iran starebbe per preparare un piano che prevedrebbe il tentativo di assassinare l’ambasciatrice statunitense in Sudafrica, Lana Marks, vicina al presidente Donald Trump. E’ stato il Presidente Trump a diffondere la notizia, mentre gli Usa sono in piena campagna elettorale, e sembra che l’informazione provenga dai servizi segreti americani. La stampa l’ha ovviamente raccolta in seguito.

Trump mostra i muscoli all’Iran con una dichiarazione di avviso che, se ciò accadesse, l’America si vedrebbe costretta a reagire in maniera mille volte maggiore. Il Ministro degli esteri americano, Pompeo, ha dichiarato che gli Usa hanno preso le informazioni in seria considerazione.

Continua lo stato di belligeranza verbale fra l’Iran e gli Usa – i dettagli

Sembra che Teheran voglia vendicare la morte del generale Soleimani, ucciso per ordine del Presidente Trump.

Tutti si augurano che la notizia serva solo per alimentare la campagna di rielezione del Presidente Trump alla casa bianca.

Per tutta risposta le autorità politiche iraniane hanno smentito le notizie diffuse, giudicandole come tendenziose e come fatti inesistenti.

Infatti l’Iran ha preavvisato gli Usa di non compiere passi falsi con un nuovo errore strategico.

Ali Rabiei, portavoce del governo di Hassan Rohani, ha dichiarato: “Ci auguriamo che non facciano un nuovo errore strategico, e certamente, nel caso lo facessero, vedrebbero una decisa risposta dell’Iran”.

La politica di tensione fra i due stati

La politica di tensione fra i due stati sale ogni giorno di più.

Ricordiamo il 3 gennaio 2020, per ordine del Presidente Trump, il generale Soleimani fu ucciso da un attacco ben preciso sferrato contro di lui nell’aeroporto internazionale di Baghdad.

L’Ayatollah Ali Khamenei definì “martire” Soleimani e proclamò tre giorni di lutto nazionale al quale parteciparono con grande compattezza e con tante dimostrazioni ostili  contro l’America fatte dall’intera popolazione dell’Iran.

Al generale ucciso fu conferito il riconoscimento postumo del grado di tenente generale (massima onorificenza militare in Iran).

Soleimani ha percorso tutto il cammino della storia rivoluzionaria dell’Iran di cui è stato protagonista, partendo da umili origini contadine.

L’attacco missilistico dell’Iran dell’8 gennaio

L’Iran lanciò l’8 gennaio 2020 un attacco missilistico contro due basi americane ubicate in Iraq. L’azione aveva lo scopo di ritorsione per la morte di Soleimani. Nell’attacco restarono feriti 109 soldati americani. La tensione fra i due Stati non accenna tuttavia a diminuire. Al di là dei motivi tecnici, politici, economici e religiosi, tutti si augurano infatti che il clima si stemperi e che i rapporti fra i due stati tornino alla normalità internazionale. La pace è infatti il primo desiderio di ogni uomo.

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Foto tratta dalla pagina facebook di Donald Trump

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Autore dell'articolo: Marco Vittoria

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