Da oggi ripartono gli spettacoli, ecco cosa cambia

Da oggi ripartono gli spettacoli, ecco cosa cambia

         
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ROMA – Da oggi ripartono gli spettacoli, ecco cosa cambia. Il 15 giugno, infatti, è una data cruciale per gli appassionati di concerti e affini. Dopo l’ultimo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, con la data odierna possono finalmente riprendere gli eventi aperti al pubblico in:

  • sale teatrali
  • le sale da concerto
  • sale cinematografiche
  • altri spazi anche all’aperto

Come già ampiamente annunciato, questi spettacoli potranno svolgersi solo con posti a sedere pre assegnati e distanziati. A condizione, però, che venga assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi. Tutto questo con un numero massimo di 1000 spettatori per eventi all’aperto e 200 spettatori per eventi in luoghi chiusi, per ogni singola sala, nel rispetto delle linee guida.

Da oggi ripartono gli spettacoli, ecco cosa cambia

Non solo. Si consente, inoltre, lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche soltanto in forma statica, nel rispetto delle distanze sociali e delle altre misure di contenimento. Ciò vuol dire che si potrebbero tenere piccoli concerti in spazi all’aperto, che sarebbero importanti soprattutto in ottica turistica. L’esecutivo ha anche concordato con le Regioni che queste ultime, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire una diversa data di ripresa delle attività. Nonché un numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi.

A livello nazionale, finora si ha notizia solo di alcuni concerti speciali che Max Gazzè e Alex Britti terranno in luglio a Roma. Anche Diodato farà un piccolo tour rispettando le ultime disposizioni. La maggior parte degli artisti italiani, tuttavia, ha deciso di rimandare le proprie esibizioni direttamente all’anno prossimo. E per il 21 giugno, festa della musica, è in atto proprio in questi giorni una dura protesta contro il governo da parte degli addetti ai lavori (cantanti famosi come Emma, Vasco Rossi e Alessandra Amoroso, ma anche uffici stampa e altri operatori del settore) perché intorno all’industria dello spettacolo continua a esserci molta incertezza.

Va anche peggio, sotto un certo punto di vista, a chi gestisce un locale da ballo. In base all’ultimo Dpcm, infatti, resteranno sospese anche dopo il 15 giugno le attività che abbiano luogo in sale da ballodiscoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso. Considerando che il mondo delle discoteche ha molta importanza in Italia soprattutto durante la stagione estiva, tale decisione rappresenta sicuramente un problema.

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Autore dell'articolo: Elena De Lellis

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