Il derby di Manchester, spartiacque della Premier

La Premier League è ormai al suo quarto mese di gioco, eppure il principale verdetto della stagione sembra essere già assegnato: il Manchester City viaggia a gonfie vele verso il titolo dopo un inizio strepitoso nel quale non si è fermato di fronte a nessuno. L’ultima vittoria contro il West Ham, arrivata in modo piuttosto agonico contro una delle squadre che più rischia di retrocedere secondo i pronostici, è stata la conferma dello strapotere dei citizens in campionato.

Il gol di David Silva nel finale,che ha significato il 2-1 a favore degli uomini di Guardiola, ha proiettato la squadra di Manchester nella miglior condizione psicologica possibile prima del derby contro lo United del prossimo weekend, quando oltre all’orgoglio e alla rivalità storica ci saranno in gioco tre punti pesantissimi nell’economia di uno scontro diretto al vertice che potrebbe significare molto già adesso. Ed è che il City sembra non conoscere rivali in questo momento sia in Premier sia in Champions League, dove dopo cinque giornate è a punteggio pieno e ufficialmente primo nel suo girone, dominato in lungo e in largo.

Quella che a inizio stagione era vista come la principale favorita alla vittora della Premier League sta legittimando i favori del pronostico e rispettando le aspettative. A Guardiola è servito un anno di tempo per ambientarsi e conoscere meglio il calcio inglese, oltre a una serie di acquisti di livello che hanno notevolmente migliorato la squadra, come ad esempio Ederson, Walker e Mendy, anche se quest’ultimo è infortunato di lungo corso. La capacità di mantenere il controllo del gioco e di accelerare all’improvviso è una delle chiavi del gioco del City, finalmente maturo per fare il salto di qualità. Con De Bruyne e Silva in mezzo al campo a tessere le trame di gioco offensivo e Fernandinho in cabina di regia a gestire i tempi, Pep è tornato a plasmare un centrocampo virtuoso e creativo, sulla falsa riga di quello che aveva a Barcellona e anche a Monaco.

Sebbene il calcio della Premier sia diverso il tecnico catalano è stato bravo ad adattarsi alle sue esigenze, puntando meno sul possesso di palla e sui passaggi orizzontali e maggiormente sulle verticalizzazioni e sulle accelerazioni nell’ottica di una continua rivoluzione dal punto di vista tattico. Il recupero di un difensore come Stones, l’innesto di un portiere bravo con i piedi come Ederson e la velocità delle ali Sané e Sterling sono altre componenti rilevanti dell’exploit del City, che in punta oltre a un certo Aguero può contare anche con la terribile efficacia sotto porta di Gabriel Jesús, un ventenne con la visione di gioco di un veterano e una bravura sotto porta che farebbe invidia a tutti. Non a caso il City è il miglior attacco d’Europa, con 46 gol all’attivo.

Dietro al City si trova, appunto, lo United di José Mourinho, acerrimo rivale di Pep Guardiola nel periodo in cui il primo allenava il Real Madrid e il secondo il Barcellona. Meno divertente e più pragmatico, lo United si è ripreso molto rispetto alla stagione scorsa, nella quale riuscì ad accedere alla Champions League solo grazie alla vittoria in Europa League, dato che in Premier si era classificato quinto a fine stagione.

Tutto il contrario di quest’anno, con la squadra di Mou che ha capito di doversi dare una mossa e sta facendo molto bene anche in Champions, dove è già virtualmente qualificata per gli ottavi di finale. Ma in Premier, dove da decenni è ormai la squadra più titolata, lo United deve adesso guardarsi dallo strapotere del City, che ha messo di essere l’eterna seconda e adesso, grazie sia agli investimenti della dirigenza sia alla bravura di Guardiola ha ribaltato gli equilibri e ora si erge come la realtà di Manchester per eccellenza.

 
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Autore dell'articolo: Cesare Di Simone

Passione sfrenata per tutto ciò che è tecnologico utente di lungo corso Android e sostenitore di tutto ciò che è open-source e collateralmente amante del mondo Linux. La maggior parte delle conoscenze che ho in ambito tecnologico le ho apprese da autodidatta, riparo Pc e nel tempo libero mi dedico a scrivere articoli su Technoblitz.it di cui sono co-fondatore oltre a scrivere anche su Blastingnews.


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