Di Maio e il Papa parlano della Libia

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ROMA – Di Maio e il Papa parlano della Libia. Il ministro degli Affari esteri e Cooperazione internazionale ha infatti risposto, nei giorni scorsi, a interrogazioni sulle iniziative volte a modificare il Memorandum d’intesa con la Libia, in considerazione della guerra in atto nel medesimo Paese e delle prospettive nel contesto internazionale (Migliore – IV).

Ma il ministro Luigi Di Maio ha anche risposto a interrogazioni sulla posizione del governo in merito al cosiddetto blocco navale al largo delle coste della Libia, anche al fine del contrasto della tratta di esseri umani (Lollobrigida – FdI). Una pratica che deve assolutamente finire. Ma non è tutto.

Di Maio e il Papa parlano della Libia

Il ministro, sempre in tema di politica internazionale, si è inoltre espresso sulle iniziative volte a contrastare i flussi migratori irregolari verso l’Italia, con particolare riferimento all’adozione di accordi bilaterali con i Paesi d’origine, di transito e di imbarco dei migranti (Molinari – Lega), nonché sulle iniziative volte alla salvaguardia dei diritti umani, civili e politici in Turchia (Fassino – PD). Questioni molto importanti. Decisamente.

Infine, Luigi Di Maio ha parlato della revisione della politica sulle forniture militari al governo egiziano, anche in relazione alla ripetuta violazione dei diritti umani in Egitto (Fratoianni – LeU). Invece ieri Papa Francesco, durante l’Angelus, ha lanciato un appello affinché cessino le violenze in Libia e perché la comunità internazionale si occupi dei migranti. Ecco le sue parole:

“Seguo con apprensione e anche con dolore la drammatica situazione in Libia”, ha detto il Papa. “Esorto gli organismi internazionali e quanti hanno responsabilità politiche e militari a rilanciare con convinzione e risolutezza la ricerca di un cammino verso la cessazione delle violenze”.

Sulla questione dei migranti, poi, il pontefice ha aggiunto quanto segue:

“Invito la comunità internazionale a prendere a cuore la loro condizione. C’è crudeltà. Tutti abbiamo responsabilità”.

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Autore dell'articolo: Elena De Lellis

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