Di Maio: “Le tv tradizionali hanno i giorni contati, ma la prossima Netflix può essere italiana”

         
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ROMA – In un intervento pubblicato su “Il blog delle stelle”, il ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio sostiene che “le tv tradizionali hanno i giorni contati, ma la prossima Netflix può essere italiana”. Di Maio ricorda che il M5S sostiene da anni che “con l’avvento della Rete sarebbe cambiato tutto e i media tradizionali ne avrebbero fatto le spese”.

“Non era una profezia fine a sé stessa – afferma il ministro – ma un indicatore di dove investire per garantire un futuro al nostro Paese. Venerdì Morgan Stanley ha pubblicato un report sul futuro della televisione con dati inequivocabili: in Italia al momento Netflix ha una penetrazione stimata attorno al 6%, ma cresce a un ritmo del 3% l’anno e quindi raggiungerà il 20% in 5 anni. Quello sarà il punto di non ritorno che in America ha coinciso con il declino del consumo della tv tradizionale”.

Tra 5 anni un calo degli utili del 40% per gli operatori tradizionali

Si prevede che nei prossimi 5 anni gli operatori tradizionali italiani ed europei avranno un calo degli utili del 40%. Come conseguenza di questa analisi Morgan Stanley ha declassato il suo giudizio su alcune aziende, come Mediaset che è passata da 3,8 a 2 registrando un tonfo in borsa di quasi il 5% con un’azione che ora vale 2,7 euro. È andata ancora peggio ai tedeschi: ProsiebenSat perde il 7,53% e Rtl il 7,26%.

Il motivo del ribasso è spiegato da altri dati presenti nel testo. Una volta che Netflix entra in una casa, il consumo di tv tradizionale cade del 16-30%. Per di più è finita la crescita della pubblicità, che rappresenta tra il 50 e il 90% dei ricavi delle tv tradizionali. Se si proiettano questi dati nel tempo, è facile immaginare cosa succederà.

“Davanti a questo scenario, come ministro dello Sviluppo Economico con delega alle telecomunicazioni – scrive Di Maio – dico che è tempo che in Italia si inizi ad anticipare il futuro e a fare investimenti che vanno nell’ottica delle nuove tecnologie e non di quelle vecchie. È fondamentale il 5G ad esempio, la banda larga, ma è anche fondamentale incentivare la fornitura di quei servizi che possono essere di supporto alle piattaforme di oggi e nel medio e lungo periodo investire in nuovi modelli di business e nuove tecnologie per sviluppare a casa nostra le piattaforme del futuro. Se la prossima Netflix sarà italiana dipende dagli investimenti che facciamo oggi. Penso a dare un’opportunità alle giovani imprese che si occupano della creazione di nuovi format e di contenuti multimediali, a quelle che realizzano applicazioni in questo settore, a quelle che inventano da zero nuove tecnologie. In definitiva a stimolare creatività e competenze tecnologiche in questi ambiti”.

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Di Maio punta tutto su Netflix

Un prodotto italiano di successo diffuso su Netflix o piattaforme simili, a detta di Luigi Di Maio, “sarebbe un volano importante per far conoscere il nostro stile di vita e per far ripartire la nostra industria culturale”.

“Se riusciremo anche a sviluppare delle piattaforme italiane che hanno successo mondiale sarà un ritorno incredibile su tantissimi fronti – è convinzione del ministro – Su questo devono interrogarsi anche le grandi aziende culturali del Paese, in primis Rai e Mediaset. Per loro sarà fondamentale riuscire a rinnovarsi con nuove persone e nuove idee, pensando a nuovi prodotti e inserendosi in una logica completamente diversa da quella seguita fino ad oggi. In particolare in Rai deve iniziare a trionfare il merito e a entrare aria nuova. Il primo passo è la fine della lottizzazione da un lato e la pretesa di avere editori puri dall’altro”.

Una cosa è sicura, secondo Di Maio: questo “è un momento di grandi cambiamenti e quindi di enormi opportunità. Con investimenti oculati e un serio indirizzo politico le coglieremo e saremo protagonisti. Forse qualcuno dirà che sto sognando. Me lo dicevano anche nel 2009 e oggi siamo al governo del Paese. Inseguiamo i nostri sogni e facciamoli diventare realtà”.

Autore dell'articolo: Massimo Giuliano