D'Incà assicura che il Parlamento sta lavorando

D’Incà assicura che il Parlamento sta lavorando

         
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ROMA – D’Incà assicura che il Parlamento sta lavorando, molto probabilmente in risposta alle polemiche di questi ultimi giorni, quando alcuni esponenti dell’opposizione (e non solo) avevano criticato la chiusura di Camera e Senato.

“Non sopporto più le ipocrisie che spesso in politica la fanno da padrone – ha dichiarato, intervistato da “Radio Cusano Campus”, il ministro per i Rapporti con il Parlamento – Il parlamento sta lavorando e ringrazio tutti i parlamentari di maggioranza e opposizione per il contributo che stanno dando”. Lo , Federico D’Incà (foto).

D’Incà assicura che il Parlamento sta lavorando

Il ministro, poi, ha aggiunto quanto segue:

“Nell’ultimo incontro di ieri sera con i leader del centrodestra abbiamo concordato di avere ancora un maggiore rapporto con le opposizioni. Per il resto, basta passarci davanti e si nota che Montecitorio e Palazzo Madama sono aperti”.

E oggi, mercoledì 25 marzo, si è svolto il question time trasmesso dalla Rai in diretta televisiva dall’Aula di Montecitorio, a cura di Rai Parlamento. D’Incà ha risposto a interrogazioni sul numero effettivo delle persone decedute per Covid-19 nella regione Lombardia, in particolare a Bergamo e provincia. Poi, sulle iniziative volte ad equiparare le residenze per anziani e per persone con disabilità alle strutture del Ssn in termini di sicurezza e prevenzione.

Il ministro risponde alle interrogazioni

Non finisce qui. Il ministro ha inoltre risposto sulla richiesta di dispositivi di protezione individuale in relazione all’emergenza Covid-19, garantendo una direzione centralizzata ed efficiente del processo di approvvigionamento e distribuzione sul territorio nazionale (interrogazione presentata da Maria Elena Boschi – Italia Viva). Non solo.

Ancora, D’Incà ha risposto sulle iniziative volte a programmare i voli di rientro dei connazionali bloccati all’estero a causa delle misure emergenziali connesse all’epidemia da Covid-19. Infine, ha risposto a un’interrogazione  sulla non immediata predisposizione di un piano per affrontare l’epidemia da Covid-19. In relazione alla dichiarazione dello stato di emergenza del 31 gennaio 2020. Nonché in ordine alla spedizione nel successivo mese di febbraio, pur in presenza della predetta dichiarazione, di un cospicuo carico di materiale sanitario alla Cina.

Autore dell'articolo: Elena De Lellis