Duran Duran Big Thing

Duran Duran, “Big Thing” 30 anni dall’uscita dell’album

         
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Duran Duran:i trent’anni di “Big Thing

Era il 18 ottobre 1988 e i Duran Duran stupirono per l’ennesima volta i loro fan con un album, “Big Thing” (il quinto della carriera), in cui avveniva una svolta sonora netta rispetto al passato.

La band veniva da “Notorious”, un disco condizionato dall’abbandono dapprima del batterista Roger Taylor (oggi tornato in formazione) ed in fase di registrazione del chitarrista Andy Taylor.

Nonostante ciò, grazie anche alla mano di Nile Rodgers (un Re Mida della produzione) e all’aiuto di musicisti di spessore quali Steve Ferrone (ex Average White Band) e Warren Cuccurullo (ex Missing Persons), il risultato fu più che buono.

Tra “Notorious” e “Big Thing” passarono poi circa due anni, fatti di promozione, tour e ovviamente session di registrazione.

Duran duran Big Thing

Big Thing” è rimasto ancora nel cuore di molti ed ha resistito al passare degli anni.

Il suo sound variegato lo ha reso uno dei migliori dischi dei Duran Duran in assoluto.

Big thing conteneva anche i singoli “I Don’t Want Your Love”, “All She Wants Is” e “Do You Believe in Shame?”, una toccante canzone dedicata ad Alex Sadkin, Andy Warhol e all’amico di infanzia di Simon Le Bon, David Miles.

Il frontman dei Duran duran avrebbe dedicato a quest’ultimo poi anche le hit “Ordinary World” e “Out of my Mind”.

Ma questa è un’altra storia di cui forse parleremo un altro giorno…

Big Thing” è stato un lavoro importante nella storia dei Duran Duran; l’importanza di avere uno come Warren Cuccurullo alla chitarra iniziava a farsi sentire.

Gioielli nascosti quali “Palomino” e “The Edge of America” sono il simbolo di ciò che i Duran Duran stavano diventando: dei maturi songwriter capaci di conquistare il proprio pubblico non solo con hit ballabili e con video accattivanti.

A proposito di videoclip: quello di “All She Wants is” è davvero da vedere almeno una volta nella vita.

Nel 1988 vinse anche un “MTV Video Music Award for innovation”!

Diretto da Dean Chamberlain è intriso di effetti speciali e ancora oggi stupirebbe chiunque lo vede per la prima volta.

Era palese che i Duranduran (all’epoca il nickname della band si scriveva così!) non erano più attaccati a paradisi tropicali e cercavano di essere sempre innovativi sotto ogni aspetto.

Di non minore qualità anche quelli di “I Don’t Want Your Love” (in cui alla batteria vi era David Palmer apprezzato session man che i fan avrebbero ritrovato in “Dangerous” di Andy Taylor) e di  “Do You Believe in Shame?”.

Se non avete mai ascoltato “Big Thing” è tempo di farlo oggi (magari anche con servizi di streaming legale quali Spotify o Deezer).

Per un vero e proprio tuffo negli anni ottanta (quelli proiettati verso il futuro)…

Tracklist

  1. Big Thing
  2. I Don’t Want Your Love
  3. All She Wants Is
  4. Too Late Marlene
  5. Drug (It’s Just a State of Mind)
  6. Do You Believe in Shame?
  7. Palomino
  8. Interlude One
  9. Land
  10. Flute Interlude
  11. The Edge of America
  12. Lake Shore Driving

Sito ufficiale del gruppo

Autore dell'articolo: Marco Vittoria