È polemica sulla didattica a distanza

È polemica sulla didattica a distanza

 

ROMA – È polemica sulla didattica a distanza. Se, infatti, la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina ne è una forte sostenitrice, ci sono altri che non la pensano alla stessa maniera. Chi in queste ore sta facendo l’opposizione più dura è senza dubbio l’Usb Scuola, che afferma:

“Fino a oggi il Miur ha affrontato la situazione con una serie di note estremamente vaghe, che hanno concesso ai dirigenti scolastici una sperimentazione selvaggia nell’organizzazione della teledidattica: si sono imposte pratiche e metodologie lesive della libertà d’insegnamento dei docenti e della natura democratica degli organi collegiali, firme su registri on line privi di validità, schede di monitoraggio dettagliate dell’attività svolta e via di questo passo. Il diritto allo studio è già leso, per evidenti cause di forza maggiore, e nessuna didattica a distanza può riparare questa situazione”.

Intanto la Azzolina ha incontrato, in videoconferenza, il Ministro dell’Educazione austriaco Heinz Fassmann, confrontandosi con lui sulle misure messe in campo per far fronte all’emergenza Coronavirus e raccontandogli gli strumenti che l’Italia ha adottato per la didattica a distanza. Il confronto con il collega austriaco segue quello avviato giorni fa con tutti i Ministri dell’Istruzione dell’UE:

“Sono particolarmente contenta di questa collaborazione – ha detto Azzolina – che abbiamo avviato in sede europea in un momento di emergenza planetaria che richiede sacrifici e cooperazione da parte di tutti”.

È polemica sulla didattica a distanza

Infine, il sindacato Usb Scuola afferma:

“Lo stato d’eccezione che stiamo vivendo non può essere utilizzato per normalizzare pratiche emergenziali come la didattica a distanza. Stanziare 85 milioni per la DaD in un momento in cui la sanità è al collasso, inoltre, significa non conoscere le priorità del Paese. Rifiutiamo i tentativi sfacciati delle aziende di lucrare sulla situazione, approfittando della confusione del momento, per far sì che i loro prodotti per la didattica a distanza vengano usati nella vita scolastica ordinaria. La scuola non è un mercato”.

Usb Scuola rivendica “il ruolo sociale del docente, che è soprattutto un educatore, ma anche un lavoratore i cui diritti vanno rispettati”:

“La realtà che viviamo è quella di una crisi profonda e drammatica. Non si può non prenderne atto e fingere tramite la relazione virtuale con gli studenti che essa non esista o possa essere facilmente gestita. Essere docenti è anche immergersi nella realtà e aiutare i nostri studenti a comprenderla e affrontarla”.

 

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere informato iscriviti al nostro Canale Telegram o
seguici su Google News
.
Inoltre per supportarci puoi consigliare l'articolo utilizzando uno dei pulsanti qui sotto, se vuoi
segnalare un refuso Contattaci qui .


Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24