effetti della ketamina sulle pecore

Effetti della ketamina sulle pecore: scienziati increduli

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Mentre studiavano gli effetti della ketamina sulle pecore, i ricercatori hanno affermato di aver trovato qualcosa di veramente strano.

Effetti della ketamina sulle pecore: ecco casa è emerso

A quanto pare le alte dosi del farmaco sembravano spegnere e riaccendere il cervello delle pecore, come un interruttore della luce. In merito alla “strana” scoperta è intervenuto Jenny Morton. Infatti, il neurobiologo dell’Università di Cambridge, coautore dello studio pubblicato su Scientific Reports all’inizio di questo mese ha affermato quanto segue:

“Questo non è stato solo una riduzione dell’attività cerebrale. Dopo l’elevata dose di ketamina il cervello di queste pecore si è completamente fermato. Non l’abbiamo mai visto prima.”

La ketamina viene solitamente utilizzata per l’anestesia, la sedazione e il sollievo dal dolore. Ma negli ultimi anni ha anche suscitato interesse come trattamento per la depressione e altri problemi di salute mentale. Tuttavia arriva un nuovo indizio interessante su ciò che fa il farmaco. Le letture elettroencefalografiche (EEG) del cervello delle pecore hanno mostrato un completo arresto dell’attività cerebrale entro due minuti dall’iniezione – effetti che erano solo temporanei.

Le parole di Jenny Morton

A riguardo, Morton ha affermato che “pochi minuti dopo il loro cervello funzionava di nuovo normalmente – era come se fossero stati appena spenti e accesi”.  Effetti simili potrebbero essere osservati anche nell’uomo. Dunque, Morton ha subito spiegato:

“Il tempismo dei modelli insoliti dell’attività cerebrale delle pecore corrispondeva al tempo in cui gli utenti umani riferiscono di aver sentito il cervello disconnesso dal proprio corpo. È probabile che le oscillazioni cerebrali causate dal farmaco possano impedire che le informazioni provenienti dal mondo esterno vengano elaborate normalmente.”

Quel tipo di disconnessione è stato spesso definito “buco K” dagli utenti ricreativi del farmaco. Subito dopo Morton ha affermato:

“Il nostro scopo non era davvero quello di esaminare gli effetti della ketamina. Ma di usarlo come strumento per sondare l’attività cerebrale nelle pecore con e senza il gene della malattia di Huntington. Ma i nostri risultati sorprendenti potrebbero aiutare a spiegare come funziona la ketamina.”

Potrebbe anche aiutarci a vedere come funzionano le reti cerebrali. Morton conclude: “sia nel cervello sano che nelle malattie neurologiche come la malattia di Huntington e la schizofrenia”.

Fonte foto: pixabay

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Autore dell'articolo: Emanuela Acri

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Grafica pubblicitaria, ha svolto gli studi all'Accademia di Belle Arti di Catanzaro e quella di Lecce, concludendo il percorso con il massimo dei voti. Appassionata di film horror e serie TV, collabora con alcuni siti online nella realizzazione di articoli di diversi argomenti,