Enrico Lo Verso a teatro

Enrico Lo Verso a teatro: l’attore è un artigiano

Enrico Lo Verso a teatro in una doppia veste: Pirandello e Ovidio. L’attore palermitano è in scena nei teatri italiani con Metamorfosi e Uno, nessuno, centomila

Tra le tante tappe, il 16 ed il 17 gennaio 2019 (ore 20.30) Enrico Lo Verso a teatro al San Babila di Milano per dare corpo e voce ai personaggi del romanzo più celebre di Pirandello.

Lo abbiamo intercettato in un momento di pausa per raccontarci di questa esperienza che vede Enrico Lo Verso a teatro dopo 12 anni di assenza.

A quale età il tuo primo ciak?

“Era il 1988, avevo 24 anni, in un film dal titolo bellissimo: Nulla ci può fermare diretto da Antonello Grimaldi, eravamo tutti ragazzi all’esordio nel mondo del cinema”.

Sei figlio di un ingegnere e di un’insegnante, hai mai pensato di seguire le orme di uno dei tuoi genitori?

“Volevo fare tutti e due i lavori, ma a 8 anni avevo già deciso di fare l’attore e, di conseguenza, ho scartato entrambe le opzioni”.

C’è una pellicola cinematografica alla quale sei più legato?

C’era una volta in America è secondo me il film perfetto. Di quello che ho fatto io? Parafrasando un famoso detto, ti rispondo così: i film so pezz de’ core. Non si possono fare paragoni, scegliere; sono tuoi, li hai fatti. L’attore è un artigiano che lavora un pezzo con onore e passione”.

Ora sei in scena con Metamorforsi di Ovidio e Uno, nessuno, centomila di Pirandello: perché hai scelto questi testi letterari?

“L’attore non sceglie, nel senso che arrivano proposte e, in questi casi, ho scelto la persona. Ho conosciuto Alessandra Pizzi, la regista, per telefono e inizialmente le dissi che non avrei fatto Pirandello. Poi, parlandoci, ho capito che mi proponeva un ruolo e un personaggio diverso del solito; decisi così, dopo 12 anni, di tornare a teatro. Da una settimana di spettacoli, siamo arrivati a 350… Quindi capirai bene che, quando mi propose Metamorfosi, ho accettato subito. Sono due ruoli, personaggi e spettacoli in cui mi sento davvero io”.

Con Metamorfosi sarai anche a Sulmona, patria di Ovidio. A proposito, ti piace l’Abruzzo?

“Sarà bellissimo venire a Sulmona tanto quanto Pirandello ad Agrigento. L’Abruzzo? Mi piace sì, perché amo la provincia italiana, il rapporto tra le persone è diverso. Ti racconto un aneddoto: sono stato a Pescara due volte con entrambi gli spettacoli e ho avuto lo stesso pubblico il quale, alla fine mi ha detto: non abbiamo capito nulla ma ci sono piaciuti tutti e due. E’ stato commovente ed emozionante incontrare Pescara”.

Cinema o teatro, sapresti scegliere?

“Recitare. Mi piace giocare a soldati e cowboy”.

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