Epatite C Cura: meno ricoveri con farmaci antivirali

Epatite C Cura: meno ricoveri con farmaci antivirali

         
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Epatite C cura: pazienti trattati con farmaci antivirali hanno meno probabilità di subire un ricovero ospedaliero.

In base a una collaborazione nazionale sull’epatite C, condotta da un’équipe di ricercatori della Henry Ford Health System, si evince che i pazienti con epatite C cronica, che sono trattati con farmaci antivirali ad azione diretta, hanno meno probabilità di essere ricoverati o di necessitare di cure urgenti per problemi di salute legati al fegato e non.

Una cura è considerata valida quando il virus non è più rilevabile nel sangue dei pazienti. A tal proposito, dunque, la ricerca, pubblicata su Clinical Infectious Diseases, sottolinea l’effetto straordinario di questi nuovi antivirali, che hanno dimostrato di curare l’epatite C nel 98% dei pazienti che li assumono.

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“I risultati del nostro studio dimostrano che la cura dell’epatite C non solo elimina il virus, ma migliora anche la salute generale dei pazienti”; ha dichiarato Stuart Gordon, M.D., direttore della Divisione di Epatologia presso Henry Ford e autore principale dello studio. “Questo è coerente con i nostri studi precedenti che hanno dimostrato che un trattamento efficace dell’epatite C riduce anche il rischio che i pazienti sviluppino altre condizioni di salute come il diabete, le malattie renali, l’ictus e gli infarti”.

Secondo i dati ufficiali, almeno 2,4 milioni di persone vivono con l’epatite C solo negli Stati Uniti; in Italia il tasso è di 2,5 milioni e la maggior parte non sa di avere il virus. Di conseguenza, sono a rischio di malattie del fegato e cancro. Inoltre, il tasso di nuovi casi di tumore al fegato è aumentato del 38% dal 2003 al 2012. Sempre in Italia sono 5mila quelli che si ammalano di cancro al fegato. E, in aggiunta, circa seicentomila hanno un’infezione cronica attiva da epatite B, di cui si stima che almeno 100mila hanno sviluppato cirrosi epatica.

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Epatite C Cura: i DAA impediscono al virus di riprodursi

Lo studio guidato da Henry Ford è stato condotto in collaborazione con i ricercatori del Geisinger Health System, Kaiser Permanente in Hawaii e Oregon e i Centers for Disease Control and Prevention. Costituiscono il Chronic Hepatitis Cohort Study, che ha raccolto e analizzato i dati tratti dai quattro sistemi sanitari per valutare l’impatto dell’epatite C e B solo sulla popolazione statunitense.

Questo studio osservazionale è ritenuto il primo ad esaminare l’utilizzo dell’assistenza sanitaria che coinvolge i pazienti con epatite C con e senza malattia epatica avanzata e trattati con gli antivirali ad azione diretta, o DAA (DAA – Direct-Acting Antivirals). I ricercatori hanno analizzato i dati di 6.100 pazienti – metà dei quali sono stati trattati con DAAs e metà no.

Gli antivirali sono presi per via orale una volta al giorno, per otto o 12 settimane. Gli effetti collaterali sono lievi, se presenti. I farmaci impediscono al virus dell’epatite C di moltiplicarsi nel corpo e possono prevenire complicazioni a lungo termine come i danni al fegato.

Risultati chiave dello studio:

I pazienti trattati con i DAA hanno avuto tassi più bassi di ospedalizzazione e degenze più brevi; questo in rapporto a problemi di salute legati al fegato e non. Sempre però, rispetto a quelli che non hanno ricevuto i DAA. I malati trattati con i DAA hanno avuto meno interventi tramite pronto soccorso per problemi legati alle malattie del fegato; questo sempre in relazione a quelli che non hanno ricevuto i DAA. I ricercatori non hanno quantificato il potenziale risparmio sui costi come parte dello studio.

Tuttavia, il dottor Gordon ha detto che il risparmio previsto sarebbe sostanziale. Le persone che sono curate dall’epatite C portano a una minore incidenza di problemi medici cronici associati alla malattia.

Ci sono tangibili benefici a valle da questi trattamenti antivirali”, ha detto. “Se sei guarito dal virus, la tua salute generale migliorerà e avrai meno probabilità di essere ricoverato per qualche altra condizione di salute”.

Uno screening universale una tantum per l’epatite C è raccomandato per tutti gli adulti dai 18 anni in su; comprese le donne incinte durante ogni gravidanza. Il test regolare dell’epatite C è raccomandato per le persone con fattori di rischio continui come l’uso di droghe con aghi. Oppure in dialisi. E poi in quelli nati tra il 1945 e il 1965. L’anno scorso, il Michigan ha eliminato le restrizioni che impedivano ad alcune persone di accedere al trattamento antivirale.

Data la notevole efficacia e i benefici di questi DAA, tutti coloro che hanno l’epatite C dovrebbero essere curati e presi in considerazione presto”, ha concluso il dottor Gordon.

Adesso, si spera che questo trattamento possa avere presto l’approvazione in larga scala.

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24