Facebook: quell’ansia di apparire che uccide il nostro senso di umanità

Facebook ha ucciso il senso di umanità delle persone. L’esempio più vivido di come, la voglia di apparire sia arrivata ad un punto di non ritorno arriva da Riccione. Un ragazzo di 29 anni, vedendone un altro, in agonia sull’asfalto dopo un incidente, ha attivato sul suo profilo la diretta del social.
Il “fenomeno”, inoltre, ha anche scritto: “Chi mi segue chiami aiuto!” e “C’è sangue, speriamo si salvi”!
Andrea Speziali, questo il nome del “malato di like” sarà un caso da studiare approfonditamente.

Il like su Facebook prima dei soccorsi

I famigliari di Simone Ugolini, il giovane di 24 anni morto in un incidente a Riccione, ricorderanno per sempre il nome di Andrea Speziali. Quest’ultimo è un esperto d’arte e si è candidato alle ultime comunali.
Nonostante l’evidente mancanza di umanità, Speziali si è difeso. Secondo lui la sua diretta facebook è stata strumentalizzata. Aveva solo intenzione di “condividere il mio dolore“. Del resto, afferma l’uomo, i soccorsi erano stati già chiamati.

Cosa poteva fare se non filmare il tutto? La sua pagina personale di facebook con 11.000 persone, è stata sommersa di insulti.

Lui ha fatto marcia indietro e cancellato tutti i video.
Rimane un ragazzo morto sull’asfalto ed uno che si è fatto pubblicità con quel decesso.
Speziali ora potrebbe incorrere anche in sanzioni penali.

La morte dell’umanità

Andrea Speziali è l’esempio di amoralità che regna, ormai, nel mondo. Inutile fare i moralisti, però. Come lui, nel mondo, ce ne sono milioni. Sono la cosiddetta “generazione acchiappa click” quelli che per un like rischiano essi stessi la vita. Si tratta di persone che hanno perso contatto con la realtà e credono che avere successo su facebook equivalga ad averlo nella vita reale.
Non cercavo scoop. Ora ho capito di aver sbagliato”, ha dichiarato Speziali. Ebbene, quell’ “ora ho capito” è un’ammissione di “incapacità morale”. Non ci voleva un QI elevato per capire che quella diretta non andava fatta. Perchè sulla morte non si può speculare.

VAI

  • Rosa Pullano

    La spettacolarizzazione dei sentimenti, che in apparenza potrebbe farci sembrare coinvolti e pertecipi, in realtà è tutt’altro. Che tristezza