GP Belgio: Verstappen il più veloce, Sainz in pole

Formula 1, crollo Ferrari: storia di una delusione

 

Se all’inizio della nuova stagione della Formula 1 la Ferrari era partita sicuramente fortissimo, il trend, ad oggi, sembra essersi completamente invertito. Inspiegabilmente la Rossa, dopo un avvio stratosferico in particolar modo con Charles Leclerc, ha buttato punti importanti in diversi Gran Premi del mondiale corrente, punti che la allontanano sensibilmente dalla possibilità di vincere il titolo. Secondo quanto riportato dalle quote sul Mondiale di Formula 1, infatti, la scuderia italiana sarebbe ormai praticamente spacciata in questo senso. Non basta la conferenza stampa di Mattia Binotto dopo il GP d’Ungheria per rassicurare i tifosi e per distogliere i maggiori quotidiani sportivi dalle aspre critiche che sono state pubblicate nelle ultime settimane. Al termine del Gran Premio ungherese, infatti, Binotto ha sottolineato che la Ferrari ha bisogno di tempo per crescere e che lo sfrutterà a pieno per farlo e per diventare sempre più competitiva.

A Budapest, tuttavia, si sono verificati problemi e lacune che hanno caratterizzato diversi momenti della stagione. La dinamica, più o meno, è stata la stessa di quella che è andata in scena a Monaco. Il team della Ferrari sembra aver perso il controllo, andando completamente nel pallone e facendosi condizionare dalle mosse altrui. Quando la Red Bull, infatti, a Monaco ha richiamato ai box Sergio Perez per montare le gomme intermedie, la Rossa si è sentita obbligata a richiamare ai box anche Charles Leclerc, ignorando e perdendo completamente di vista la strategia che era stata adottata prima e durante la gara. Lo stesso è accaduto in Ungheria, considerando il fatto che la Red Bull ha richiamato ai box Max Verstappen per montare il secondo treno di gomme intermedie, non curandosi minimamente della pioggia che sembrava ormai essere imminente.

Formula 1, Leclerc avrebbe vinto il Gran Premio d’Ungheria se avesse optato per le gomme soft?

La scelta è stata ripagata, anche perché le precipitazioni atmosferiche non sono state tanto intense da costringere i piloti ad abbandonare le gomme slick. Di certo non possiamo affermare che Leclerc avrebbe vinto il Gran Premio d’Ungheria se avesse optato per le gomme soft, ma vista la prestazione e considerato l’andamento della gara quella di montare le gomme dure a 30 giri dal traguardo si è rivelata una scelta totalmente errata, che ha portato il pilota monegasco a crollare dalla prima alla sesta posizione finale. I dati rispetto all’inizio dell’anno, già se pensiamo al fatto che il classe 1997 è riuscito a salire solamente una volta sul podio nelle ultime otto occasioni, sono assolutamente preoccupanti.

Lo diventano ancora di più nel momento in cui ci accorgiamo che Leclerc è passato dall’avere 46 punti di vantaggio su Verstappen al doverne recuperare ben 80. Questo tipo di parziale, pari ad un -126, dimostra il fatto che il monegasco mediamente ha perso 12 punti e mezzo ogni fine settimana, ovvero l’esatta metà di quelli che sono i punti massimi messi in palio in ogni Gran Premio (25). Se molti di questi punti persi vanno imputati alle strategie completamente sbagliate adottate dal team della Ferrari, molti altri sono anche figli di due k.o. tecnici e di diverse sbavature commesse dal pilota stesso.

 

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere informato iscriviti al nostro Canale Telegram o
seguici su Google News
.
Inoltre per supportarci puoi consigliare l'articolo utilizzando uno dei pulsanti qui sotto, se vuoi
segnalare un refuso Contattaci qui .


Autore dell'articolo: Cesare Di Simone

Passione sfrenata per tutto ciò che è tecnologico utente di lungo corso Android e sostenitore di tutto ciò che è open-source e collateralmente amante del mondo Linux. Amante della formula uno e appassionato dell'occulto. Sono appassionato di oroscopo mi piace andare a vedere cosa dicono le stelle quotidianamente.