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Greenpeace lancia ‘Plastic Radar’ per segnalare rifiuti in plastica sulle spiagge

Il portale in oggetto consentirà di consultare i risultati e scoprire quali sono le tipologie di imballaggi più comuni nei mari italiani, a quali categorie merceologiche appartengono, se sono in plastica usa e getta o multiuso e da quali mari italiani arriva il maggior numero di segnalazioni.

Ecco cosa dice un portavoce Greenpeace in merito al programma Plastic Radar

Giuseppe Ungherese, responsabile della Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia, ha affermato: “Le spiagge e i fondali marini sono soffocati dalla plastica. Con questa iniziativa invitiamo tutti gli amanti del mare a non rassegnarsi a convivere con la presenza di rifiuti in plastica ma ad accendere i riflettori su questo grave inquinamento che rappresenta una delle emergenze ambientali più gravi dei nostri tempi. Oltre a fare luce sui rifiuti in plastica più presenti nei mari italiani, vogliamo individuare anche i principali marchi che, da anni, continuano a immettere sul mercato enormi quantitativi di plastica, principalmente usa e getta, non assumendosi alcuna responsabilità circa il suo corretto riciclo e recupero. Se vogliamo fermare l’inquinamento da plastica nei nostri mari, è necessario che le grandi aziende affrontino concretamente le loro responsabilità, in particolare riguardo la plastica monouso, avviando immediatamente programmi che riducano drasticamente il ricorso all’utilizzo di imballaggi e contenitori in plastica usa e getta”.

Nei mesi scorsi Greenpeace ha lanciato una petizione rivolta ai grandi marchi come Coca Cola, Pepsi, Nestlé, Unilever, Procter & Gamble, McDonald’s e Starbucks. In questa raccolta firme, che è stata sottoscritta da più di un milione di persone in tutto il mondo, l’associazione ambientalista chiede di ridurre drasticamente l’utilizzo di contenitori e imballaggi in plastica monouso.

 
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Autore dell'articolo: Massimo Giuliano


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