La Nuova Normativa Europea sugli OGM

La Nuova Normativa Europea sugli OGM: Tra Deregolamentazione e Sfide per gli Agricoltori”

La Decisione del Parlamento Europeo sulla Deregolamentazione degli OGM Il Parlamento europeo ha recentemente approvato una proposta controversa della Commissione Europea, che prevede l’esenzione di molti nuovi organismi geneticamente modificati (OGM) dalle attuali norme di sicurezza. Questa mossa, secondo Greenpeace, ignora le basi scientifiche e i diritti di agricoltori e consumatori, eliminando la maggior parte […]

Granchio blu: associazioni e ricercatori preoccupati per la proposta dello 'strascico' sottocosta Le associazioni sono ben consapevoli dell’impatto socioeconomico dell’aumento del granchio blu lungo le coste italiane e stanno lavorando a livelli diversi durante questa fase di emergenza, ma vogliono esprimere congiuntamente la propria ferma contrarietà riguardo alla richiesta del governo italiano alla Commissione europea e alle conseguenze che provocherebbe l’utilizzo della pesca a strascico sull’ecosistema costiero, tra cui, la cattura di novellame di specie ad alto valore commerciale, con impatti negativi a medio e lungo termine per tutto il settore della pesca. L’utilizzo dello strascico entro le tre miglia potrebbe inoltre causare conflitti con la pesca artigianale, operante nelle stesse zone. La complessità della situazione richiede che qualsiasi misura proposta atta a gestire questa emergenza deve essere condivisa con tutti gli stakeholders e valutata dalla comunità scientifica, al fine di evitare ulteriori danni a livello di ecosistema. L’emergenza granchio blu è già stata affrontata in altri paesi del Mediterraneo come Tunisia, Spagna, Grecia, e anche in Italia (caso della laguna di Lesina) senza ricorrere allo strascico, bensì adattandosi alla pesca con nasse, strumenti efficaci e più selettivi, e aprendo con successo nuove filiere e linee di commercializzazione. È fondamentale che l’Italia eviti di compiere errori gestionali, come l’utilizzo di questi sistemi non selettivi, imparando a gestire questa nuova risorsa alieutica che può fornire una fonte di guadagno alternativa a pescatori e agli operatori di tutta la filiera, trasformando così l’emergenza in opportunità. Questa situazione si sarebbe potuta prevedere, ma risulta ora indispensabile gestirla in maniera appropriata senza arrecare ulteriori danni a un ecosistema già fragile e compromesso, e avendo una visione a lungo termine che non può prescindere dagli altri fattori che contribuiscono alla perdita di biodiversità, in particolare il tema del cambiamento climatico che amplifica gli effetti della presenza di specie aliene. Specie originaria delle coste atlantiche del continente americano, dalla Nuova Scozia all’Argentina, il granchio blu (Callinectes sapidus) è stato introdotto in Europa, presumibilmente tramite le acque di zavorra delle navi, sin dagli inizi del XX secolo e si è progressivamente diffuso lungo le coste orientali dell’Oceano Atlantico e del Mar Mediterraneo. Dopo una prima segnalazione in Laguna di Venezia nel 1949, questa specie si è diffusa lungo le coste italiane già dagli inizi degli anni duemila, manifestando in questi ultimi anni un aumento esponenziale delle popolazioni, principalmente negli estuari e lungo le coste dell’Adriatico nord-occidentale. Ciò sta causando crescenti problemi socioeconomici al settore della pesca, a causa della predazione del granchio blu sui molluschi bivalvi, derivanti dalle attività di acquacoltura estensiva negli estuari e nelle lagune delle zone. Allo stesso tempo, questa specie rappresenta una potenziale minaccia per gli ecosistemi marini delle aree interessate, già duramente impoveriti e danneggiati dalle attività umane e dal cambiamento climatico.

Granchio blu: associazioni e ricercatori preoccupati per la proposta dello ‘strascico’ sottocosta

ROMA – Il Wwf, Greenpeace Italia, Legambiente, Marevivo e MedReAct esprimono forte preoccupazione rispetto alla richiesta di una deroga del governo italiano all’Unione europea, come risposta all’emergenza granchio blu, particolarmente sentita in Nord Adriatico, per aprire a una pesca a strascico “sperimentale” entro le 3 miglia. Il divieto alla pesca a strascico entro le 3 […]

Ridisegnata l'evoluzione delle balene La sopravvivenza delle balene foto

La sopravvivenza delle balene è in serio pericolo

La sopravvivenza delle balene è in serio pericolo, l’allarme è stato lanciato da numerose Associazioni, da studiosi ed Università di tutto il mondo. Anche in Abruzzo a Vasto, si è registrato non molto tempo fa un fenomeno di spiaggiamento. Le cause sono da ricollegare ai sonar militari e a quelli relativi alle fonti sonore antropogeniche […]

la caccia alle balene

Caccia alle balene del Giappone, un danno ambientale

La caccia alle balene e il danno ambientale La caccia alle balene provoca gravi danni ambientali ad alcune popolazioni. Grande lavoro per i Governi e le diplomazie di molti paesi per tentare di evitare i gravi danni ambientali che deriveranno dalla caccia alle balene. Il Governo Giapponese ha deciso infatti unilateralmente di riprendere la caccia […]

Il giappone riprende la caccia alle balene

Giappone riprende la caccia alle balene

Il Giappone riprende la caccia alle balene. Grande scalpore negli ambientalisti (e non solo) per la decisione del Governo nipponico Disdicendo così di fatto l’accordo commerciale che aveva sottoscritto e che fin dal 1988 , il Giappone riprende la caccia alle balene. Il governo ha già presentato a settembre la proposta di abolizione del divieto di […]

lavorare con greenpeace Italia

Lavorare con Greenpeace Italia: occasioni di stage

Lavorare con Greenpeace Italia: occasioni di stage. C’è tempo fino a mercoledì 5 per inviare la propria candidatura all’associazione non governativa Per coloro che amano l’ambiente, c’è la possibilità di diventare attivisti: lavorare con Greenpeace Italia ora può essere possibile. L’associazione non governativa, cerca collaboratori professionisti per la raccolta fondi che si occupino autonomamente di […]

greenpeace plastic radar

Greenpeace lancia ‘Plastic Radar’ per segnalare rifiuti in plastica sulle spiagge

Il portale in oggetto consentirà di consultare i risultati e scoprire quali sono le tipologie di imballaggi più comuni nei mari italiani, a quali categorie merceologiche appartengono, se sono in plastica usa e getta o multiuso e da quali mari italiani arriva il maggior numero di segnalazioni. Ecco cosa dice un portavoce Greenpeace in merito […]