Huawei resta il primo brand di smartphone a Giugno

Huawei resta il primo brand di smartphone a Giugno

Nonostante le avversità, a causa della vicenda con l’America, Huawei continua a registrare numeri da leader mondiale. Ricordiamo, come all’inizio dello scorso anno, il governo Trump aveva vietato a Huawei di collaborare con le aziende americane. Da tutto ciò, quello che ne scaturisce è che sui dispositivi del colosso cinese, non si possono utilizzare i servizi di Google. I possessori di Huawei, dunque, non avranno Google Maps, Gmail, Google Drive e simili. Tutto questo, inizialmente, sembrava che potesse penalizzare il marchio. Ma la realtà è ben diversa. Huawei resta il primo brand di smartphone al mondo per numero di vendite anche nel mese di giugno. 

Huawei resta il primo brand di smartphone per vendite: le motivazioni

Il comando per numero di vendite, è stato strappato a Samsung nel mese di Aprile e in questi mesi, la situazione non è cambiata. La differenza, però, che c’è tra primo e secondo posto è dello 0,1% di vendite, dunque si può considerare quasi un pareggio. Il motivo, per cui Huawei, avrebbe sbalzato Samsung proprio in piena pandemia da Coronavirus, è da attribuire proprio al fatto che la Cina, essendo stato il primo Paese ad esserne colpito, è stato anche il primo ad uscirne. Questo significa che mentre i vari Paesi nel resto del mondo hanno impostato i lockdown, in Cina, iniziavano a riaprire le attività produttive.

Questo significa che prossimamente, Samsung potrebbe tornare a riconquistare la testa della classifica. Inizialmente, una prima stima affermava il sorpasso per il mese di giugno. A quanto pare non è così. Il motivo principale è dovuto al fatto che le restrizioni sono state prorogate. Dunque, le consegne di smartphone Samsung sono state ridotte del 30%. Traducendo in numeri, Huawei ha venduto 55 milioni di smartphone, mentre Samsung ne ha venduti, solo 51 milioni. L’America per contrastare il successo di Huawei ha in programma di estendere le restrizioni, vietando ogni tipo di collaborazione con il colosso cinese.

 

Fonte immagine copertina: Pixabay

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