Ragni dalla faccia d'orco

I ragni dalla faccia d’orco e il loro straordinario udito

         
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La natura, ed in particolare il regno animale, è ricca di meraviglie e veri e propri prodigi. Uno di questi prodigi sono i ragni dalla faccia d’orco. A stupire sono inizialmente le loro sembianze, ma il loro vero ed incredibile punto forte è un altro. Infatti questi ragni sono dotati di un udito straordinario senza avere le orecchie.

Le caratteristiche dei ragni dalla faccia d’orco

Questi particolari ragni (i ragni sono una classe dell’ordine degli aracnidi), della famiglia Deinopidae, sono innanzitutto caratterizzati dai loro particolari e grandi occhi, per questo il nome di “faccia d’orco”. Questi occhi, di proporzioni notevoli, si sono sviluppati per poter vedere nel buio (in totale questi ragni hanno otto occhi, ma due di essi sono appunto di grandi dimensioni). Infatti i ragni dalla faccia d’orco sono animali notturni.

I ragni dalla faccia d’orco, oltre agli occhi “spaventosi”, sono caratterizzati da un corpo allungato e zampe altrettanto lunghe. Sembrano usciti da un film di paura. Sono presenti principalmente nelle Americhe, in Africa, in Australia e nelle zone tropicali.

Il loro modo di catturare le prede (insetti) è estremamente bizzarro. In pratica i ragni dalla faccia d’orco, durante la notte, rimangono appesi alla vegetazione e, quando notano l’arrivo di una preda, con le loro lunghe zampe aprono una ragnatela (precedentemente formata) e catturano il loro “pasto” con questa particolare rete.

Una strategia davvero insolita in una famiglia di ragni sicuramente particolare. Ma non finisce qui. Questi ragni infatti sono dotati di un udito straordinatio e sopraffino, una recente scoperta ha infatti dimostrato questo vero prodigio. Una scoperta intuita dall’insolita tecnica di cattura di questi ragni.

Un udito straordinario per i ragni dalla faccia d’orco

Studi passati hanno evidenziato che la particolare, precisa e veloce cattura delle prede da parte di questi ragni non è dovuta ai loro occhi, ma al loro udito. Infatti in passato alcuni ricercatori hanno “oscurato” (con dei pezzi di silicone) gli occhi enormi di questi ragni e ciononostante riuscivano a catturare le prede. Dimostrando che a permettere quel gesto scattante era l’udito di questi aracnidi, ma i ragni non hanno orecchie. Come è possibile quindi un simile gesto di cattura?

Una grande percentuale di specie di ragni riescono ad ascoltare i suoni tramite alcuni recettori nervosi presenti nelle loro zampe e nella loro peluria. Questi recettori funzionano similmente agli orecchi umani. In poche parole riescono a captare le onde sonore ed inviano gli impulsi nervosi al cervello. Questa capacità è molto nota in biologia, ma poco divulgata. Non è considerata però a pieno un’abilità uditiva. Infatti i suoni uditi dai ragni tramite le zampe sono poco precisi e simili a delle comunicazioni telefoniche disturbate. Nonostante ciò il cervello dei ragni riesce a comprendere la direzione e il rumore di una fonte sonora, e in qualche modo anche ad interpretarli in modo “primitivo”.

Nel caso dei ragni dalla faccia d’orco, però, l’udito è molto più pulito e sopraffino e supera quello di tutti gli altri ragni.

Un prodigio della natura

Recenti studi di neurobiologia fatti alla Cornell University (Stati Uniti d’America) hanno dimostrato che i ragni dalla faccia d’orco non solo riescono a sentire un suono in modo preciso e chiaro, ma sono in grado di udire anche i suoni ad alta frequenza.

Normalmente i ragni udiscono soltanto le basse frequenze sonore (come quelle del battito di ali degli insetti, di cui i ragni si cibano), i Deinopidae invece anche le alte frequenze (come quelle dei versi degli uccelli; alcuni uccelli infatti si cibano anche di questi ragni e con tale “dono” questi aracnidi hanno più chance di sopravvivenza).

Questa straordinaria scoperta è stata possibile analizzando, tramite dei minuscoli elettrodi messi nel cervello e nelle zampe di questi ragni, gli impulsi captati da questi animali. Emettendo dalla distanza di due metri diverse tonalità sonore, sia a bassa che ad alta frequenza, il cervello e gli organi metatarsali nelle zampe di questi ragni si sono attivati.

In seguito, disabilitando le zampe, il cervello dei ragni dalla faccia d’orco si è attivato in modo molto più basso nei confronti dei suoni. Questo esperimento è stato fatto anche durante la notte in natura (più precisamente in Florida). Andando a simulare le varie frequenze sonore naturali (basse frequenze per simulare il rumore degli insetti e alte frequenze per simulare il rumore degli uccelli). Simulando le frequenze basse i ragni “gettavano la rete” mentre con frequenze più alte i ragni erano fermi e in stato di difesa dai predatori.

Ciò dimostra che sono le zampe dei ragni a contenere i recettori uditivi e nei ragni dalla faccia d’orco questi recettori sono particolarmente sviluppati. Le zampe dei ragni quindi non percepiscono soltanto le vibrazioni, ma dei suoni veri e propri. Questo è stato quindi dimostrato a livello ufficiale e in modo definitivo mettendo insieme anche gli studi passati.

Il valore di questa scoperta

Tale scoperta è utile per comprendere nuove scoperte, meccanismi e processi sul cervello degli aninali (compreso l’uomo) e la loro interazione coi suoni e i vari stimoli; si spera anche a livello biomedico evitando tanti effetti collaterali.

Inoltre fa capire che anche animali “biologicamente semplici” come i ragni (con relativo cervello semplice) non solo hanno caratteristiche più sorprendenti di quanto si possa pensare, ma riescono a percepire la realtà esterna in modo molto dettagliato. In una forma di coscienza semplice ma in ogni caso prodigiosa.

Nel caso dei ragni dalla faccia d’orco, insieme alle sue altre caratteristiche bizzarre, si comprende che la natura ci riserva ancora moltissime sorprese da scoprire e capire.

Infine questa scoperta è utile anche per sviluppare dispositivi elettronici (tipo altoparlanti o microfoni ad alta tecnologia e a forma di ragno con relativi sensori sonori simili a zampe) in grado di captare suoni, la direzione di un suono o determinate voci con una precisione elevatissima e disarmante. Infatti un simile dispositivo tecnologico sarebbe utile per intercettare determinate voci e quindi utilizzarlo anche nella lotta alla criminalità o in ambiti militari. In ogni caso simili scoperte rendono ancor più spettacolari le forme di vita e spronano a comprendere di più sulla stessa vita.

 

Fonte immagine: Focus

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24