I ritardatari cronici vivono più a lungo

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Recenti ricerche psicologiche sostengono che i “ritardatari cronici” hanno una concezione del tempo tutta loro. Chi fa tardi non si rende conto del tempo che passa perché affronta la vita con un’ atteggiamento rilassato e con tanto ottimismo.

Secondo l’Harvard Medical Center questo atteggiamento consente alle persone di essere più longeve e avere una vita migliore contraddistinta dalla serenità e dalla positività. Lo studio evidenzia come i ritardatari cronici siano persone che si ammalano meno perché meno stressate. Essi affrontano le difficoltà senza andare in panico ma con una marcia in più convinte che ci sia una soluzione e un finale lieto a tutto. Tra i ritardatari cronici di successo ricordiamo Steve Jobs, Warren Buffett, Oprah Winfrey, persone altamente produttive e creative.

Un ritardatario cronico tende a vivere con passione le proprie occupazioni senza lasciarsi travolgere negativamente dagli eventi e da fattori esterni come appunto il tempo. Non si lascia mai condizionare dall’agenda.

I ritardatari cronici non sono tutti uguali. La psicologia ne delinea circa cinque principali tipologie:

  • L’indeciso: è una persona che non sa organizzarsi mai. Tende a perdere tempo perché non ha le idee chiare su ciò che deve fare e da che parte cominciare. È la classica persona che perde tempo davanti all’armadio non sapendo cosa indossare;
  • Lo stressato: persona che fugge di fronte alle difficoltà perché ha una bassa capacità di reazione allo stress. Di fronte ad un impegno tende a procrastinare o redimersi da esso;
  • Il ribelle: è un ritardatario che fa fatica ad adattarsi al sistema. La puntualità è percepita da questo soggetto come una forma di sottomissione agli altri e alle regole del sistema. È un atteggiamento che affonda le sue radici nel rapporto con i genitori. Solitamente è tipico di quelle persone che sono cresciute in un contesto familiare a contatto con persone autoritarie e rigide;
  • Il positivo/emotivo: è colui che vive in un mondo tutto suo in cui tutto ha un lieto fine. È incapace di prevedere un imprevisto o una difficoltà perché non vede la realtà con obiettività;
  • Lo svogliato: persona priva di motivazione, entusiasmo. Non si pone obiettivi e non ha alcuna forza di volontà nell’affrontare gli eventi della vita.

 
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Autore dell'articolo: Mariangela Cutrone

Mariangela Cutrone