Il Covid-19 si trasmette per via aerea
Il Coronavirus continua a sorprendere. La nuova ipotesi avanzata da alcuni studi riguarda il fatto che il Covid-19 si trasmette per via aerea. Il crescente numero di prove su come viene trasmesso il virus suggerisce che minuscole particelle aerodisperse, comunemente note come aerosol, svolgono un ruolo importante nella diffusione del microbo. Tale tipologia di diffusione, però, al momento non viene considerata seriamente. Questa nuova scoperta, potrebbe portare dei cambiamenti nelle misure di sicurezza diffuse dalla Sanità.
Il messaggio secondo cui le persone devono stare a una distanza di almeno un metro e mezzo è diventato la base delle misure di sicurezza. Tutto ciò, però, non è abbastanza, dice Shelly Miller, professore di ingegneria meccanica all’Università del Colorado Boulder. “Abbiamo bisogno di una strategia universale per aiutare le nostre aziende a garantire una buona ventilazione“, afferma. “Abbiamo bisogno di una strategia universale per assicurarci che le persone indossino maschere al chiuso e riducano adeguatamente l’occupazione negli spazi interni“.
Miller è tra i 239 scienziati che spingono a far riconoscere la diffusione nell’aria del Covid-19. Sulla base di una revisione della letteratura esistente, affermano, “esiste un potenziale significativo per l’esposizione per inalazione ai virus nelle goccioline respiratorie microscopiche a brevi e medie distanze“. In altre parole, il coronavirus può diffondersi nell’aria da una persona all’altra senza che nessuno abbia bisogno di tossire o starnutire. Questo significa che il potenziale pericolo aumenta. Il distanziamento sociale potrebbe non bastare più.
Il Covid-19 si trasmette per via aerea: cambieranno le misure di sicurezza?
“Vogliamo che le persone capiscano perché indossare le mascherine è importante. Perché è importante che meno persone possibili ci siano al chiuso. Perché è importante una buona ventilazione“, afferma Miller. “Tutte queste cose insieme contribuiranno a ridurre il rischio di diffusione“. Il CDC riconosce ampiamente che le goccioline trasportate dall’aria possono essere contagiose. Indossare maschere e mantenere la distanza sociale può fornire protezione. Diventa più difficile, invece, convincere l’Organizzazione Mondiale della Sanità a riconoscere il potenziale infettivo degli aerosol. L’opinione dell’OMS è che il metodo principale per diffondere SARS-CoV-2 è attraverso goccioline di grandi dimensioni. Tali goccioline non possono viaggiare lontano e nascono da tosse o starnuti.
Le linee guida più recenti, spiegano che la diffusione aerea risulta pericolosa in contesti medici come il dentista. Le prove fornite da Miller e dai suoi colleghi suggeriscono fortemente che gli aerosol rappresentano un problema anche nei contesti quotidiani. In particolare, sei fattori, afferma, influenzano la presenza di questi aerosol. Influenzano la diffusione il numero di persone, la qualità della ventilazione, il tempo trascorso a contatto con altri, il fatto di indossare mascherine e se le persone cantano o parlano ad alta voce. Infine, bisogna considerare il tempo che si sta in un ambiente chiuso. In generale, gli spazi esterni, i luoghi meno affollati (sia all’interno che all’esterno), una migliore ventilazione, meno tempo insieme, indossare maschere ed evitare di spargere particelle urlando o cantando, svolgono un ruolo chiave nel contenere la diffusione del nuovo virus.
Fonte immagine copertina: Pixabay
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