Il delitto Mattarella

“Il delitto Mattarella” da oggi al cinema

         
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“Il delitto Mattarella” è un film diretto da Aurelio Grimaldi, in uscita oggi, 2 luglio, prodotto da Cine 1 Italia. Un film tra lo storico ed il politico, che racconta la tragedia che coinvolse il fratello del Presidente della Repubblica, Piersanti Mattarella. L’obiettivo è importante e nobile: far sì che  le nuove generazioni conoscano una parte di storia italiana dimenticata. A 40 anni dalla morte un omaggio discreto, che rende onore ad una persona che voleva un modo giusto e libero.

Il regista ha deciso di produrre una pellicola dalle sfumature documentaristiche, che però a tratti sembra quasi un’inchiesta sui fatti. Grimaldi infatti non si è fermato ad una semplice ricostruzione della vicenda: ha indagato,ottenendo l’aiuto e documenti dal figlio di Piersanti, Bernardo. Il film inizia in media res con l’omicidio, alternando le indagini con continui flashback dei tredici giorni prima dell’esecuzione. Una voce narrante e didascalie spiegheranno agli spettatori il clima politico italiano dell’epoca: fatti violenti, politica, neofascisti, servizi segreti e mafia. Il delitto Mattarella tocca anche un argomento molto scomodo e attuale, i rapporti tra Stato e mafia.

Grimaldi punta su un cast interamente siciliano per rendere la recitazione più realistica: Leo Gullotta, Donatella Finocchiaro, Tony Sperandeo prestano i loro volti alla tragica storia. L’unico appunto che si potrebbe fare al film è di essere molto didascalico, difficile da seguire, ma gli argomenti trattati impongono serietà. La scelta poi di creare un documentario-inchiesta, aumenta la gravità della pellicola.

Il delitto Mattarella, storia di un omicidio

La figura di Piersanti Mattarella segna profondamente la storia siciliana fin dagli anni ’60, quando scende in politica nella lista di Democrazia Cristiana. Prima deputato in Regione, poi assessore, nel 1978 fu eletto Presidente della Regione Siciliana. Uomo di larghe vedute, nominò la prima donna capo di gabinetto, Maria grazia Trizzino. Mattarella fu in prima linea nella lotta alla mafia: il discorso tenuto a Cinisi dopo l’assassinio di Peppino Impastato, segnò il suo percorso politico e, purtroppo, la sua fine. Due anni dopo, infatti, la mafia decise di eliminare un personaggio scomodo, che voleva una Sicilia libera dal giogo della criminalità e pretendeva trasparenza in campo politico.

La domenica dell’epifania del 1980 dei sicari aspettarono Mattarella alla sua automobile in via delle Libertà a Palermo. Non appena il politico e la moglie entrarono in macchina, i mafiosi lo uccisero a colpi di pistola. Inizialmente gli estremisti di estrema destra rivendicarono il gesto. Dopo l’assassinio di Giovanni Falcone, le indagini di Mattarella vennero classificate come omicidio di mafia, grazie alle deposizioni di collaboratori di giustizia. Durante il processo del 1995 furono condannati come mandanti Salvatore Riina, Bernardo Provenzano ed altri personaggi noti di Cosa Nostra. Gli esecutori materiali non furono mai condannati, nonostante la testimonianza oculare della moglie di Mattarella, considerata poco attendibile. Le indagini però non finirono con il processo: nel 2018 si tornò a parlare della pista di estrema destra, che forse collaborò con la mafia per eliminare Piersanti.

 

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Fonte immagine copertina.

Autore dell'articolo: Martina Guarneri

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