Il Giro d'Italia riparte col pubblico

Il Giro d’Italia riparte col pubblico?

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Il Giro d’Italia riparte col pubblico? Questo è l’interrogativo a cui si cerca di dare una risposta in vista del Giro d’Italia 2020 che prenderà il via il prossimo mese di ottobre. Partirà dalla Sicilia e molto probabilmente ci sarà il pubblico. Negli scorsi giorni c’è stato un incontro dei vertici di RCS Sport con il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora.

Il CEO Paolo Bellino ha spiegato: “L’incontro con il Ministro Spadafora è stato proficuo. Abbiamo sottoposto un protocollo per la ripartenza delle corse di ciclismo in cui si descrivono tutte le misure di contenimento del rischio epidemiologico per l’organizzazione e l’esecuzione degli eventi. Il Ministro ha apprezzato lo sforzo messo in atto da RCS Sport e dalla Federazione Ciclistica Italiana per la realizzazione di questo documento scritto nel rispetto del DPCM emanato dal Governo il 11.06.2020. Nei prossimi giorni il documento sarà studiato per condividere le azioni da mettere in atto per l’organizzazione e l’esecuzione dei nostri eventi sportivi”.

Il Giro d’Italia riparte col pubblico? Il commento di Vegni sul percorso

L’emergenza sanitaria ha rivoluzionato anche il percorso del Giro d’Italia che non partirà più dall’Ungheria. Al riguardo si è espresso il direttore della corsa rosa Mauro Vegni. Ai microfono di RaiSport ha commentato: “Sicuramente la ripartenza sarà in Sicilia. È la ripartenza più logica nel voler mantenere il percorso originario. Il percorso del Giro sostanzialmente rimane uguale”. Come vi abbiamo anticipato nei giorni scorsi, si dovrebbe dunque ripartire da Palermo con una breve cronometro, mantenendo così lo schema che era stato proposto con il lungo prologo a Budapest. Le altre aggiunte riguarderanno non più solo un passaggio ma una fermata con arrivo e ripartenza in Basilicata. E una frazione in più in Abruzzo, con ” una tappa di salita nella seconda settimana”. Un arrivo che darà “un pochino più di caratterizzazione sportiva di quella settimana”.

Autore dell'articolo: Annamaria Sabiu

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