Il progetto UE per abbassare i costi di spedizione degli e-commerce

Il Parlamento dell’Unione Europea ha approvato una normativa sulla consegna pacchi transfrontaliera, per armonizzare e rendere più convenienti i costi di spedizione pacchi tra gli Stati membri. Se l’iter legislativo non subirà particolari intoppi, le nuove regole entreranno in vigore nel 2019. Si tratterebbe di un altro, importante, passo avanti verso la trasparenza e la liberalizzazione del commercio elettronico all’interno del Vecchio continente, a vantaggio dei consumatori e delle aziende – dai grandi marketplace come Amazon alle PMI – che vendono in rete.

Con 604 voti a favore, 80 contrari e 12 astensioni, l’Europarlamento di Strasburgo ha deciso di porre rimedio alle differenze dei costi di spedizione pacchi tra un Paese e l’altro quando si effettuano consegne all’estero. Costi che alla fine si ripercuotono sul prezzo finale del prodotto acquistato, quindi sui consumatori.

Un esempio: spedire un pacco di 2 chili dall’Olanda alla Spagna costa poco meno di 9 euro; viceversa, dalla Spagna verso l’Olanda, la tariffa supera i 30 euro, nonostante la distanza sia la stessa. Da un recente studio dell’Università di Bruxelles è emerso che 7 consumatori su 10 rinunciano a fare acquisti in rete per i prezzi di spedizione troppo elevati, che spesso superano addirittura il costo del prodotto. In media, come già aveva dimostrato un sondaggio del 2015, i costi di spedizione transfrontaliere, a parità di volume, natura e peso della merce consegnata, sono da 3 a 5 volte più cari delle spedizioni nazionali.

Da queste evidenze è nato il nuovo pacchetto di norme, che, tra le altre cose, prevede anche la creazione di un sito web dedicato dove la Commissione pubblicherà le tariffe nazionali e internazionali di tutti i fornitori del servizio. La scarsa trasparenza del settore è stata additata come una delle ragioni che ha impedito ai piccoli e-commerce di internazionalizzare il proprio business, rendendo di fatto impossibile una sana concorrenza. A conti fatti, offrendo al consumatore e alle imprese la possibilità di confrontare facilmente i prezzi di tutti i fornitori, il nuovo regolamento dovrebbe incoraggiare una riduzione dell’irragionevole gap tra le tariffe.

Il pacchetto di norme – che per entrare in vigore, dopo il voto favorevole del Parlamento, ha bisogno dell’ok da parte del Consiglio dei Ministri UE – prevede anche un’azione di vigilanza delle autorità nazionali, al fine di controllare “a monte” le opzioni di consegna e i relativi prezzi, verificando che non siano irragionevolmente alti. L’obiettivo è quello di incentivare le compravendite online di utenti e PMI che, finora, hanno avuto poca possibilità di scelta, e favorire, in parallelo, l’ingresso di nuovi attori nel mercato.

foto da retaildetail.eu

 
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Autore dell'articolo: Cesare Di Simone

Passione sfrenata per tutto ciò che è tecnologico utente di lungo corso Android e sostenitore di tutto ciò che è open-source e collateralmente amante del mondo Linux. La maggior parte delle conoscenze che ho in ambito tecnologico le ho apprese da autodidatta, riparo Pc e nel tempo libero mi dedico a scrivere articoli su Technoblitz.it di cui sono co-fondatore oltre a scrivere anche su Blastingnews.


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