Inchiesta arbitri, Lapo De Carlo difende l’Inter: “Non c’è veramente niente nelle intercettazioni, l’unico indagato rimane Rocchi. Ho visto titoli che…”
Continuano a far discutere le intercettazioni emerse nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione delle designazioni arbitrali. Nel corso della trasmissione QSVS, in onda su Telelombardia, il giornalista e noto tifoso dell’Inter Lapo De Carlo ha criticato il modo in cui è stata raccontata la vicenda, sostenendo che dagli atti finora emersi non emergano elementi che coinvolgano il club nerazzurro. Secondo De Carlo, alcuni titoli di stampa avrebbero fornito una rappresentazione non coerente con il contenuto delle intercettazioni, ribadendo che, allo stato attuale, «non c’è veramente niente» a carico del club nerazzurro.
Lapo De Carlo, le sue parole a Telelombardia
“Se queste sono le intercettazioni, non c’è veramente niente. Non c’è niente per un motivo semplice: il titolo allude al fatto che sembra quasi che abbia fatto una telefonata Rocchi all’Inter per vedere se va bene l’arbitro Mariani. E non è vero, proprio non è vero, perché parla con il suo vice, chiede di Mariani, Mariani vede se per caso vuole tornare, visto che con l’Inter aveva avuto problemi. Ma parlano tra di loro e, però, viene coinvolta l’Inter come se l’Inter avesse detto: ‘Eh dai, vediamo se all’Inter va bene‘. Non va bene questo tipo di racconto, di narrazione. Se queste sono le intercettazioni, ovviamente non porteranno a nulla. Ma non perché l’Inter cospira, come qualcuno allude, ma perché da una parte si aspira al fatto che anche l’Inter paghi come ha pagato anche la Juventus“.
“Se tu fai un’inchiesta nella quale un PM, che è Ascione, è finito dentro questo tipo di giro di intercettazioni, si è inventato questo tipo di inchiesta, facendo delle indagini che sono andate anche oltre, che sono state anche prorogate, poi tu arrivi alla fine del mese – mancano 23 giorni alla fine dell’inchiesta – e se questo è il materiale e non vengono fuori casi clamorosi, non è che non c’è niente perché lo dico io, non c’è niente perché non c’è niente di più. La Procura di Milano, in questo momento, tra l’altro vede un avvicendamento. E non tutta la Procura è esattamente felice di questo tipo di inchiesta di Ascione. Ma non tanto perché Ascione se l’è preso con l’Inter e la Procura stia dalla parte dell’Inter, come qualcuno continua invece a suggerire. Semplicemente perché hai speso un sacco di soldi per un nulla e hai fatto tutto un lavoro che, di fatto, non mette in buona luce la Procura e hai messo un po’ tutti nelle condizioni di avere delle delusioni“.
“Poi certo che fa comodo: una volta la Juventus, una volta il nome dell’Inter venga messo in giro. E infatti non è un caso che vieni tu e mi dici: ‘Parliamo del caso Rocchi’, come se l’interesse di giornata fosse quello. Nessuno fa la domanda giusta. Anche perché gli indagati del club nerazzurro non ce ne sono. L’unico indagato rimane Rocchi, perché non c’è veramente niente. Io sto parlando di quello di oggi e non c’è veramente niente che possa mettere la Procura nelle condizioni di poter dire: ‘C’è un teorema, l’Inter faceva questo, questo e questo, si metteva d’accordo con…’ Se invece da domani, vengono realmente fuori delle intercettazioni nelle quali l’Inter è realmente coinvolta perché ha cercato di cospirare, allora è un altro discorso“.
“Dopodiché l’amicizia con Malagò, che è l’altra cosa che è venuta fuori, e con Gravina, è un’amicizia che, tra l’altro, è anche precedente al periodo dell’Inter di Marotta. È una cosa che, tra l’altro, si sapeva. Ma viene venduta come se fosse una novità. Quindi Gravina e Marotta, in due, chissà cosa tramavano. A me questo tipo di narrazione non va bene, quindi io non è che devo urlare anch’io per avere ragione o perché sono interista. Però almeno andiamo sul tema oggettivo, almeno si proceda rispettando la verità. Ho visto dei titoli che non mi sono piaciuti, perché poi leggi l’articolo ed è totalmente diverso dal titolo“.
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