Intelligenza artificiale batte l'uomo

Intelligenza Artificiale batte l’uomo nei giochi: perchè?

 

Gli esseri umani giocano da sempre, tuttavia non sono mai perfetti. Lo stesso possiamo dire per i videogiochi e i giochi di società. Commettiamo errori, sottovalutiamo l’avversario, ci deconcentriamo, e cose simili. Un computer, invece, se programmato bene, non commette queste negligenze. Dunque il computer batte l’uomo nei giochi. Tuttavia, com’è possibile che sia così?

Un’intelligenza artificiale può padroneggiare la maggior parte dei classici se esegue abbastanza simulazioni. Con l’aumento della potenza di elaborazione, le macchine sono diventate abbastanza abili da battere i loro creatori in qualsiasi cosa, dal tris al backgammon. Tuttavia i programmi non possono ancora competere in attività più creative come i cruciverba.

Computer batte l’uomo: la storia dell’Intelligenza Artificiale

La storia dell’IA inizia probabilmente con gli scacchi. Intorno al 1948, il pioniere dell’informatica Alan Turing abbozzò le prime righe di un algoritmo per muovere torre e alfiere. Quasi 50 anni dopo, il programma Deep Blue di IBM ha battuto il campione del mondo Garry Kasparov in una competizione all’ultimo sangue.

Il mago dell’IBM Arthur Samuel scrisse il primo programma di dama sul goffo computer 701 della sua azienda negli anni ’50. Una generazione dopo, i ricercatori dell’Università di Alberta hanno risolto il problema per sempre: il loro programma Chinook ha sconfitto un campione di dama nel 1994 ed è diventato ufficialmente imbattibile nel 2007.

I giochi di carte sono complicati per l’IA perché mancano di “informazioni perfette”: negli scacchi puoi vedere tutti i pezzi, ma nelle carte non puoi sbirciare la mano del tuo avversario. Il professionista di poker Mike Caro ha costruito il primo giocatore elettronico nel 1984 e un software successivo è diventato imbattibile a Texas Hold’em per due persone 30 anni dopo.

Starcraft II è un simulatore di guerra. Permette ai giocatori di costruire fortezze e comandare truppe aliene. La rete neurale DeepMind di Google ha sconfitto un gruppo di campioni nel 2019, implementando strategie insolite che hanno confuso anche i concorrenti d’élite.

 

Fonte immagine copertina: Pixabay

 

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Autore dell'articolo: Francesco Menna

Mi chiamo Francesco, classe 96. Laureato in Ingegneria Meccanica e studente alla magistrale di Ingegneria Meccanica per l'Energia e l'Ambiente alla Federico II di Napoli. Passione sfrenata per tutto ciò che ha un motore e va veloce. Per info e collaborazioni inviare una mail a framenna96@gmail.com