Italia: Tavecchio-Ventura e il silenzio assordante del fallimento

La coppia Tavecchio-Ventura, a un giorno dal fallimento dell’Italia è ancora al suo posto. E’ questa la notizia più incredibile del post Italia-Svezia. In un paese in cui le dimissioni sono più rare della mosca bianca, i due artefici del fallimento azzurro rimangono saldamente al proprio posto.

Tavecchio-Ventura: crollano, ma non mollano

La coppia Tavecchio-Ventura, pare indistruttibile. Il primo ha dichiarato, come riportato dal Corriere dello Sport, che “non c’era il mondiale nel programma elettorale, non era un caso”. Dichiarano che tendono a dire due cose. La prima è che il fallimento non è da imputare a lui. Il secondo è che, proprio perchè si aspettava il fallimento, è stato tanto furbo da non inserirlo nel programma.
Già una frase di questo tipo basterebbe a squalificarlo dalla carica che ricopre.
Ventura, invece, non ha avuto neanche la decenza di andare di fronte alle telecamere. Una non assunzione di responsabilità più che imbarazzante.
L’Italia è tornata indietro di sessant’anni, spinta proprio da chi, quell’onta, l’ha vissuta. Il settantaquattrenne Tavecchio e il sessantanovenne Ventura hanno scritto una delle pagine più nere del calcio.

Occorre un’azione forte

Inutile pensare di ripartire se non si adotterà una strategia drastica. Non si può pensare che basti togliere Ventura per ripartire. Occorre tagliare tutto ciò che non funziona. La coppia Tavecchio-Ventura è il simbolo dello sfacelo del calcio. Un presidente tenuto lì dai club forti, incapace di una sola idea di riforma sensata. Un ct che ha distrutto un patrimonio sportivo con scelte scellerate.
L’Italia a giugno sarà l’unica nazione vincitrice di almeno un mondiale a non partecipare.
Dopo un simile disastro sportivo occorre che tutti si prendano le proprie responsabilità. Chi non ha il coraggio (o la faccia tosta) di non farlo, deve essere silurato senza tanti complimenti. Chi sbaglia, deve pagare. Sempre e in ogni ambito.