La fase 2 a tavola

La fase 2 a tavola degli italiani è take away

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La fase 2 a tavola è take away. Prime forme di allentamento per alcune attività come il servizio di asporto per bar e ristoranti

La fase 2 a tavola con il ritorno finalmente ad alcune care abitudini che mai avremmo pensato di abbandonare e rimpiangere così tanto.

Una di queste è sicuramente il caffè al bar con cappuccino; ora si potrà ordinare e andare a ritirare ma senza creare assembramenti davanti al locale e consumato in un altro luogo.

Intanto un piccolo passo avanti sia per uscire sia per togliersi qualche sfizio o mangiare quel cibo tanto buono del nostro ristorante preferito.

In molti, c’è da dire, hanno lavorato con il servizio a domicilio ma poter tornare a guardare da vicino il pizzaiolo di fiducia è una grande conquista.

La convivenza con il virus in cucina quindi è analizzata da Coldiretti che ha posto una “classifica” delle preferenze degli italiani nel take away

Nell’ordine, per 1 italiano su tre le preferenze sono:

  1. cornetto dal bar,
  2. insalatona dimagrante per pranzo dopo un lungo periodo di inattività,
  3. il pollo con le patate da riportare a casa per cena dopo la giornata di lavoro.

L’associazione inoltre sottolinea:

Un passo importante per le famiglie con la fine del lockdown, che sancisce la ripresa del lavoro e riduce il tempo disponibile per gli italiani ai fornelli

Rappresenta anche una prima prova per la ripresa delle attività della ristorazione, azzerate dalla chiusura forzata.

Un’opportunità colta da molte strutture localizzate in prossimità di stazioni ferroviarie, bus, uffici e imprese che si sono attrezzate per offrire il servizio in sicurezza ed evitare affollamenti.

Un settore, quello agroalimentare, che ha subìto perdite economiche gravi in questi due mesi

Da quando è cominciata la pandemia infatti in Italia il 57% delle aziende agricole ha registrato una diminuzione dell’attività (secondo l’indagine Coldiretti/Ixè).

Un impatto inoltre che varia da settore a settore con picchi anche del 100% l’agriturismo dove sono chiuse tutte le 24mila strutture italiane.

Il tutto per un valore dei mancati acquisti per la preparazione dei menu che sale a 5 miliardi per effetto del lockdown fino al 1° giugno.

Una situazione che ha altresì portato a un aumento dei prezzi specie di frutta e verdura

L’analisi è sempre di Coldiretti sulla base dei dati Ismea/Nielsen ed è relativa agli acquisti al dettaglio sui prodotti confezionati relativi all’ultimo mese della pandemia.

I dati parlano cioè di balzi della spesa che variano dal +14% della frutta al +24% per gli ortaggi nel periodo dal 16 marzo al 12 aprile.

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Autore dell'articolo: Francesca DI Giuseppe

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Francesca Di Giuseppe, nata a Pescara il 27 ottobre 1979, giornalista e titolare del blog Postcalcium.it. Il mio diario online dove racconto e parlo a mio della mia passione primaria: il calcio Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Teramo con una tesi dedicata al calcio femminile. Parlare di calcio è il mezzo che ho per assecondare un’altra passione: la scrittura che mi porta ad avere collaborazioni con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali.