La nascita della Super League

La nascita della Super League divide il mondo del calcio

La nascita della Super League divide il mondo del calcio. Ci sarebbe l’accordo tra i club fondatori per la realizzazione della nuova competizione calcistica infrasettimanale

La nascita della Super League è l’argomento del giorno: pare infatti ci sia l’accordo per costituire una nuova competizione calcistica infrasettimanale “governata dai Club Fondatori”:

  • Milan,
  • Arsenal,
  • Atlético de Madrid,
  • Chelsea,
  • Barca,
  • Inter,
  • Juventus,
  • Liverpool,
  • Manchester City,
  • Manchester United,
  • Real Madrid,
  • Tottenham Hotspur.

È previsto inoltre che altri tre club aderiranno come Club Fondatori prima della stagione inaugurale, che dovrebbe iniziare “non appena possibile”.

La Juventus, dal canto suo, precisa attraverso il sito:

Il club hanno concordato di partecipare alla Super League con un progetto di lungo termine.

È previsto che altri top club europei aderiscano al progetto Super League, così da costituire un nucleo di club composto da un numero massimo di 15 membri fondatori permanenti; ai quali, in ciascuna stagione sportiva, si aggiungeranno altri club secondo un processo di ammissione, per un totale di 20 club.

La Juventus ha annunciato inoltre di essere già uscita dall’Eca, l’Associazione dei club europei, e Andrea Agnelli si è dimesso anche dall’esecutivo della Uefa.

La creazione di una Super Lega non vede però d’accordo il massimo organo del calcio internazionale

La Fifa infatti interviene duramente sull’accordo stipulato trai club; in un comunicato quindi afferma:

In questo contesto la Fifa non può che esprimere la sua disapprovazione per una “lega separatista europea chiusa” al di fuori delle strutture calcistiche internazionali.

Non rispetta dunque i nostri principi, a favore della solidarietà nel calcio e di un modello di ridistribuzione equa che può aiutare a sviluppare il calcio come sport, in particolare a livello globale.

La Fifa è sempre sinonimo di unità nel calcio mondiale e invita tutte le parti coinvolte in accese discussioni a impegnarsi in un dialogo calmo, costruttivo ed equilibrato.

Contrario anche il premier britannico Boris Johnson il quale, attraverso un tweet spiega:

I club coinvolti devono rispondere ai loro tifosi e alla più ampia comunità del calcio prima di fare nuovi passi.

 

 

 

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