La rinascita di Chris Froome

La rinascita di Chris Froome e la consegna della Vuelta 2011

         
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La rinascita di Chris Froome parte dalla fine di questo 2020, quando lascerà il team Ineos per iniziare una nuova avventura col team Israel Start-Up Nation. In questa stagione ciclistica del tutto anomala a causa della pandemia ancora in corso, il britannico ha avuto problemi con la sua squadra tanto da esser escluso dall’edizione 2020 del Tour de France.

Al corridore però può tornare il sorriso sul volto, visto che gli è stato consegnato il trofeo della Vuelta a España 2011. In quell’edizione era arrivato secondo a Madrid, non riuscendo a recuperare su Juan Cobo Acebo. Poi però seguì la squalifica per doping che ha comportato il ribaltamento della classifica generale.  Froome a quel tempo alla guida del  Team Sky, si ritrova al primo posto e con la vittoria della maglia rossa. L’organizzazione della corsa spagnola ha voluto quindi consegnare ufficialmente il premio nella scorsa settimana in concomitanza con la diciottesima tappa dell’edizione 2020.

La rinascita di Chris Froome, le dichiarazioni

Froome ha quindi ripercorso l’emozione della Vuelta 2011. Al riguardo ha affermato:Per me è stata una corsa davvero speciale. È dove mi sono scoperto per la prima volta come corridore da classifica per un Grand Tour. Mi ha dato fiducia per poi andare al Tour de France e continuare a puntare ai Grand Tour. Spero certamente che la prossima stagione verrò qui con differenti capacità”. Da lì è iniziata la striscia che gli consente di avere ben sette Grand Tour in bacheca: i quattro Tour de France (2013 e dal 2015 al 2017), il Giro d’Italia 2018 e le due Vuelta, appunto 2011 e 2017. Questa stagione non lo ha visto all’altezza delle aspettative, ma il kenyano bianco ha già promesso di tornare a dare battaglia”.

Froome ha aggiunto: “Ovviamente ripensando a quel periodo ho ricordi davvero speciali, ma anche del modo in cui mi hanno detto di questa vittoria, quando mi sono svegliato il giorno dopo il mio grande incidente l’anno scorso. Ero ancora in ospedale quando mi hanno detto: «Congratulazioni, hai vinto la Vuelta». È stata una sensazione molto strana”.

Autore dell'articolo: Annamaria Sabiu