La sicurezza stradale e gli italiani
La sicurezza stradale e gli italiani: attenzione e prudenza. I dati dell’Osservatorio Continental
Che rapporto la sicurezza stradale gli italiani? Come percepiscono sé stessi e gli altri? In cosa ripongono più fiducia per avere delle strade sicure?
Sono queste le domande a cui ha risposto l’Osservatorio della Continental insieme all’istituto di ricerca Euromedia Research.
In un momento in cui la ricerca e l’innovazione fanno progressi per rendere reale una mobilità che includa mezzi a guida autonoma, viviamo ancora in una realtà in cui il 93% degli incidenti deriva dal comportamento del guidatore (dati Ocse).
Dati che confermano quindi come l’essere umano è attore protagonista della sicurezza nell’ecosistema strada.
L’Osservatorio sulla Sicurezza stradale Continental, nel dettaglio, dimostra come l’automobile è ancora in mezzo più utilizzato (78,2% degli intervistati)
In realtà però emerge altresì un dato contraddittorio: l’auto è percepita come il mezzo di trasporto più sicuro per sé (44,1%), ma il più pericoloso per gli utenti della strada data la paura di essere investiti (il 68%).
La sicurezza stradale, come si accennava, è quindi percepita come una questione di attenzione e di prudenza.
Due concetti, secondo il 88,1% degli italiani, minacciati principalmente dalla distrazione (44,4%) e dalla trasgressione (43,7%).
I guidatori ritengono, infatti, che l’elemento più importante per la sicurezza stradale sia proprio il guidatore (50,1%); a seguire:
- freni (9,7%),
- segnaletica stradale (6,4%),
- sensori e i sistemi di guida assistita (6,0%),
- pneumatici (5,3%).
Ciò sta a significare che la fiducia per arrivare ad avere una maggiore sicurezza stradale viene riposta in primis nei guidatori e nel loro senso di responsabilità (34,9%)
In un secondo momento arriva invece la maggiore severità da parte delle Forze dell’Ordine attraverso una presenza più estesa sulle strade e sulle autostrade (16,7%).
La fiducia viene poi riposta, dal 15,5%, nelle aziende che producono automobili e pneumatici attraverso la costante evoluzione di tecnologie.
Evoluzione cioè in grado di dar vita a nuovi sistemi:
- frenare per tempo e in maniera efficace,
- sistemi per il controllo della stabilità in caso di frenata,
- sensori di rilevazione della stanchezza.
E se si pensa al futuro?
Dall’indagine in tal senso emerge che un fattore fondamentale per il 43,5% degli sono i sistemi di sicurezza e di “alert” affidabilissimi in grado di evitare incidenti.
Per un 12,2% invece è importante il carburante ecocompatibile; mentre solo il 10,5% menziona le auto con guida autonoma.
Il 59,2% delle persone interpellate infine ritiene che i sistemi di assistenza alla guida siano strumenti validi ma che non risolvano il problema della sicurezza stradale; il 37,9% li ritiene comunque fondamentali.
In relazione ai dati dell’Osservatorio Alessandro De Martino, Amministratore delegato di Continental Italia, spiega:
Si tratta di un osservatorio che poggia la propria origine nel DNA aziendale di Continental che da oltre 140 anni fa della sicurezza su strada e dell’innovazione tecnologica la propria missione.
Investimenti e produzione, oltre agli pneumatici, anche di tecnologie per rendere i veicoli e le strade sicure e arrivare a “Vision Zero” ovvero una mobilità a zero vittime, zero feriti e zero incidenti sulla strada.
Una visione che consenta a tutti gli utenti, siano essi pedoni, ciclisti, motociclisti, automobilisti e autisti del trasporto pesante di mezzi e persone, di condividere un ecosistema complesso in sicurezza.
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