Le perplessità di Mattarella sul decreto semplificazioni

Le perplessità di Mattarella sul decreto semplificazioni

         
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ROMA – Le perplessità di Mattarella sul decreto semplificazioni. Il Presidente della Repubblica ha promulgato la legge di conversione del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76, recante “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale“. E ha contestualmente inviato una lettera ai Presidenti del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati, della Camera dei Deputati, Roberto Fico, e al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte. Vediamo dunque cosa ha detto il capo dello stato.

Le perplessità di Mattarella sul decreto semplificazioni

Qui di seguito il testo:

“Il decreto-legge intende corrispondere alla duplice esigenza di agevolare gli investimenti e la realizzazione delle infrastrutture attraverso una serie di semplificazioni procedurali. Nonché di introdurre una serie di misure di semplificazione in materia di amministrazione digitale, responsabilità del personale delle amministrazioni, attività imprenditoriale, ambiente ed economia verde. Al fine di fronteggiare le ricadute economiche conseguenti all’emergenza epidemiologica da Covid-19”.

Ma non è tutto. Il capo dello stato ha poi aggiunto:

“Il testo a me presentato, con le modifiche apportate in sede parlamentare, contiene tuttavia diverse disposizioni. Segnatamente quelle contenute all’articolo 49, recante la modifica di quindici articoli del Codice della strada, che non risultano riconducibili alle predette finalità e non attengono a materia originariamente disciplinata dal provvedimento“.

Di conseguenza, precisa Mattarella, “ho proceduto alla promulgazione soprattutto in considerazione della rilevanza del provvedimento nella difficile congiuntura economica e sociale”. Il presidente invita il Governo “a vigilare affinché nel corso dell’esame parlamentare dei decreti legge non vengano inserite norme palesemente eterogenee rispetto all’oggetto e alle finalità dei provvedimenti d’urgenza“. Infine Mattarella rappresenta al Parlamento “l’esigenza di operare in modo che l’attività emendativa si svolga in piena coerenza con i limiti di contenuto derivanti dal dettato costituzionale”.

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Autore dell'articolo: Elena De Lellis

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