Le squadre si organizzano per la stagione ciclistica

Le squadre si organizzano per la stagione ciclistica

         
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Le squadre si organizzano per la stagione ciclistica che prenderà il via nel mese di agosto. I vari team seguiranno alcune linee guida proposte dall’Uci. Si ragiona quindi a blocchi con l’idea di creare calendari il più possibile omogenei tra i vari gruppi. Questo per consentire a tutti gli atleti di seguire lo stesso programma, seguiti dallo stesso staff. In questo modo, qualora la curva epidemiologica dovesse salire e si dovesse scoprire qualche positivo nel team, sarà possibile limitare i contagi e reperire i contatti limitando i rischi. Con la suddivisione a blocchi, in caso di contagio, non sarà necessario bloccare tutti i gruppi, ma solo quello dove si ritrova il nuovo positivo.

A proporre quest’idea è il medico sociale della Lotto Soudal Jens Decker, che in un’intervista a Het Laatste Nieuws  ha affermato: “I nostri corridori e tutto lo staff saranno divisi in tre blocchi. Ogni gruppo seguirà il proprio programma di corse. L’obiettivo sarà limitare al massimo i cambiamenti all’interno di questi blocchi. Meno rotazione ci sarà, più i rischi di contagio si affievoliranno. Sostanzialmente, questo significa che i corridori e lo staff di una stessa squadra saranno sempre insieme. Stiamo inoltre pensando a mettere tutto il materiale necessario in un posto diverso per ogni gruppo e questo ci faciliterebbe molto la logistica”.

Le squadre si organizzano per la stagione ciclistica, le affermazioni di Jens Decker

Se la teoria dei blocchi dovesse esser seguita da tutti, ogni team presenterebbe corridori quasi del tutto diversi al Tour de France, Giro d’Italia e Vuelta a España. Il medico alr riguardo ha aggiunto: “Ovviamente, dobbiamo restare flessibili e autorizzare qualche eccezione. Alcuni corridori potrebbero così passare dal gruppo A al gruppo B in seguito al Tour. La condizione primaria chiaramente è che siano testati preventivamente. Noi medici sociali ci stiamo consultando tra noi e con l’UCI e c’è grande comunione di intenti . È piacevole poter scambiarci idee sul modo migliore di organizzare la ripresa. Sarebbe un peccato che alcune squadre dovessero rompere questa solidarietà”.

 

Autore dell'articolo: Annamaria Sabiu