L'incubo di Davide Cassani

L’incubo di Davide Cassani. Il racconto del ct

         
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L’incubo di Davide Cassani, lo racconta lui stesso in un’intervista rilasciata al sito il giornale.it Il ct della nazionale azzurra di ciclismo spegnerà 60 candeline proprio il 1° gennaio. Sull’incubo ha dichiarato: “Tutto nasce da un brutto incidente del 1973. Papà trasportava con il suo camion vino in giro per tutta Italia ed ebbe un solo incidente nella sua vita: c’ero anch’io. Avevo solo 12 anni e facemmo un frontale con un’auto. Io stavo dormendo e mi svegliai di soprassalto: da quel giorno, tutte le notti, ho gli incubi. Chieda a Maurizio (Fondriest,) quando lo buttai giù dal letto in piena notte alla vigilia del mondiale del ’93. In preda agli incubi stavo sognando che il soffitto stava crollando sulla sua testa, così nel sonno mi sono alzato di scatto e l’ho buttato giù dal letto per salvarlo”.

L’incubo di Davide Cassani e i suoi 60 anni

Cassani racconta anche come si vede alle porte dei suoi 60 anni: “Un bimbo che ama la sua bicicletta e si esalta per le vittorie di Felice Gimondi, come il suo papà. Vedo un bimbo che sogna la Sanremo e la maglia azzurra e che la prima volta che la indossa tra i dilettanti. Si mette davanti allo specchio e si sente un campione, ben sapendo di non esserlo. Mi vedo accanto ad Adriano De Zan, grazie a Marino Bartoletti che mi porta in Rai. E poi spalla di Auro Bulbarelli e Francesco Pancani. Poi con Alfredo Martini, che un bel giorno mi dice: Adesso tocca a te. E poi quella mano affaticata e stanca di Alfredo che, con gli occhi umidi di commozione, stringe la mia e mi guarda con un flebile sorriso per l’ultima volta, felice per la vittoria al Tour di Vincenzo Nibali. Mi vedo con i ragazzi azzurri, che tanto hanno fatto in questi anni, onorando come nessuno quella maglia che per me è sacra. E poi Imola, quest’anno, come una sorta di chiusura del cerchio, con il titolo mondiale di Ganna”.

 

 

Autore dell'articolo: Chiarella Serra