Marco Vannini, lo sfogo di Antonio Ciontoli su Facebook

Marco Vannini, lo sfogo di Antonio Ciontoli su Facebook

 

Antonio Ciontoli, suocero e presunto assassino di Marco Vannini (20 anni al momento della morte) è stato condannato a 14 anni per omicidio volontario dalla Corte d’Assise di Roma. Il militare ha rotto il silenzio, postando su Facebook uno sfogo rivolto al Signore: ‘Dio mio, quanto odio, aiutaci…’. Ancora è da chiarire se il profilo in questione sia reale, oppure un fake. L’uomo nel 2015 avrebbe ucciso il fidanzato della figlia con un colpo di pistola, mentre questi era a lavarsi in bagno. A colpire il ragazzo una Beretta calibro nove.

Marco Vannini: il silenzio della famiglia Ciontoli

Antonio Ciontoli e la sua famiglia si sono trincerati nel silenzio più totale da Maggio 2015, il giorno in cui il ragazzo originario di Cerveteri è stato ucciso. Il padre di Martina, fidanzata di Marco, avrebbe rivolto anche un messaggio a Papa Francesco. Nella bacheca social dell’uomo è possibile leggere: ‘Santo Padre, grazie per la speranza di vita che mi doni. Amore, non odio’. Antonio è originario di Caserta, città in cui al momento abiterebbe assieme alla moglie Maria Pezzillo. Come leggiamo da un recente articolo de Il Mattino, la notizia  ha fatto subito il giro del web, finendo anche sul gruppo Facebook ‘Giustizia e verità per Marco Vannini’, che conta 40 mila iscritti in tutta Italia.

Marco Vannini: la disperazione dei genitori

I genitori di Marco Vannini nutrono ancora tristezza e disperazione per la perdita del figlio. Marina, madre del ragazzo, ha dichiarato: ‘Ho ancora in testa le urla di mio figlio che si sentono nelle chiamate del 118’. I Ciontoli, per difendersi avevano dichiarato che il giovane si era ferito tramite un pettine. Una menzogna che non regge, in quanto dalle registrazioni delle telefonate al 118, si sente chiaramente Marco lamentarsi per il dolore insopportabile dovuto allo sparo. Marina, straziata dal dolore, ha aggiunto: ‘Davanti alla lapide di mio figlio non so ancora come farò a dirgli che il mazzo di fiori che gli avevo promesso come simbolo di giustizia non c’è, perché questo passo avanti non c’è stato’.

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24