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Marte: sostanze tossiche e raggi UV letali, vita impossibile persino ai batteri

         
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La vita su Marte? Missione impossibile, si potrebbe dire.

Colpa dei composti chimici ossidanti presenti nel suolo che, uniti all’intensa radiazione ultravioletta, generano un mix tossico capace di uccidere le cellule batteriche nel giro di pochi minuti.

Lo dimostra una simulazione condotta nei laboratori britannici del Centro per l’astrobiologia dell’Università di Edimburgo.

Lo studio, ha preso in esame dei particolari composti chimici ossidanti presenti nel suolo marziano, i perclorati, e ha provato a misurarne la reattività con i raggi Uv ad onda corta, simili a quelli che colpiscono la superficie marziana fino ad una profondità di un millimetro.

Dall’Università di Edimburgo: le componenti della superficie marziana unite a raggi Uv sono letali persino per batteri

Questo mix, riprodotto in laboratorio, ha dimostrato di essere letale per le cellule di un batterio comune (il Bacillus subtilis) che viene solitamente usato nei laboratori per verificare l’efficacia delle procedure di sterilizzazione.

Come se non bastasse, l’azione battericida dei perclorati potrebbe essere ulteriormente potenziata da altri due componenti del suolo marziano, gli ossidi di ferro e il perossido di idrogeno, capaci di agire in sinergia.

“Questi risultati accendono i riflettori su ciò che accade fino ad un millimetro di profondità nel suolo marziano, ma non escludono che possano esserci forme di vita negli strati sottostanti, proprio dove andremo a indagare con Exomars 2020”, commenta la microbiologa Diana Margheritis di Thales Alenia Space (Thales-Leonardo), responsabile della protezione planetaria della missione promossa dall’Agenzia spaziale europea (Esa).

SAM:  il terreno di marte “si comporta come una spugna e assorbe acqua dall’atmosfera”, ma e ricco di deuterio

Ricordiamo che i primi dati sono stati raccolti da Curiosity in un’area soprannominata Yellowknife Bay. È analizzando le informazioni raccolte nel novembre 2012 dal Sample Analysis at Mars (SAM) di Curiosity che Leshin e i suoi colleghi hanno tratto le loro conclusioni.

Il SAM ha riscaldato il campione a una temperatura di 835 gradi Celsius, e quindi ha catturato i gas sprigionati dalla bollitura. C’erano notevoli quantità di biossido di carbonio, ossigeno e composti di zolfo.

SAM ha anche rilevato che l’acqua nel terreno è ricca di deuterio, un isotopo “pesante” di idrogeno che contiene un neutrone e un protone (al contrario degli atomi di idrogeno “normali”, che non hanno neutroni). Questo indica che il terreno “si comporta come una spugna e assorbe acqua dall’atmosfera”.

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24