esopianeta extrasolare

Una molecola diffusa sulla terra viene rilevata su un esopianeta extrasolare

Una molecola diffusa sulla terra trovata su un esopianeta extrasolare, I risultati della ricerca, saranno utilissimi per studiare le atmosfere di altri pianeti sconosciuti, piccoli e rocciosi come la Terra.

La ricerca degli scienziati della Queen’s University Belfast ha scoperto delle molecole che contengono ossigeno su un pianeta extra solare: WASP-33b.
Orbita attorno alla stella HD15082, che dista 399 anni luce da noi.Gli esperti le chiamano firme biologiche, i telescopi estremamente potenti e che usano le recenti tecnologie, le hanno individuate. Una di queste é il Subaru Telescope alle Hawaii che grazie alla InfraRed Doppler riesce ad individuare le tracce di atomi e molecole.  Il tutto avviene nello spettro elettromagnetico emesso dal corpo celeste.

La molecola trovata durante lo studio è il radicale idrossile (OH)

Il dottor Stevanus Nugrohoha adduce che: “Questa è la prima prova diretta di OH nell’atmosfera di un pianeta al di là del Sistema Solare. Mostra non solo che gli astronomi possono rilevare questa molecola nelle atmosfere di esopianeti, ma anche che possono iniziare a capire la chimica dettagliata di questa popolazione planetaria “. La molecola trovata durante lo studio è il radicale idrossile (OH) che non era mai stato visto su un pianeta al di fuori del sistema solare. Questa molecola la troviamo nella nostra atmosfera quando il vapore acqueo reagisce agli atomi di ossigeno ed é fondamentale per lo sviluppo della vita.

Una molecola diffusa sulla terra individuata per la prima volta su un esopianeta extrasolare

“Mentre WASP-33b può essere un pianeta gigante, queste osservazioni sono il banco di prova per le strutture di prossima generazione. Il Thirty Meter Telescope e l’European Extremely Large Telescope sono esempi calzanti.La ricerca di ‘biofirme’ di vita extraterrestre su mondi più piccoli e potenzialmente rocciosi é importante. Lo studio potrebbe fornire suggerimenti a una delle più antiche domande del genere umano: ‘Siamo soli?. Nei nostri dati vediamo solo un segnale provvisorio e debole dal vapore acqueo, che sosterrebbe l’idea che l’acqua esplode per formare idrossile in questo ambiente estremo” ha spiegato il dottor Ernst de Mooij della Queen’s University di Belfast, un coautore dello studio.

Il pianeta ha una temperatura troppo alta, il che non consentirebbe ad un organismo come il nostro di sopravvivere. Non é escluso che questa scoperta porterá a trovare esopianeti sempre piú simili al nostro.

Fonte immagine: spazio-tempo-luce-energia.it

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