Segnali radio da un esopianeta

Segnali radio da un esopianeta, i primi scoperti finora

         
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Lo spazio è ricco di meraviglie straordinarie. Tra queste meraviglie ci sono gli esopianeti. Per chi non lo sapesse gli esopianeti sono, come facilmente intuibile dal nome, pianeti situati al di fuori del nostro sistema solare. Parlando di esopianeti bisogna dire che un recente ed importante studio ha scoperto i primi segnali radio provenienti da un esopianeta.

La scoperta dei segnali radio provenienti da un esopianeta

Questi particolari segnali radio sono stati scoperti da alcuni ricercatori della Cornell University (New York, Stati Uniti d’America). Utilizzando una tecnica del tutto innovativa.

Come sappiamo gli esopianeti vengono scoperti tramite due particolari tecniche. Quella dei transiti, ovvero osservando la “zona d’ombra” e il calo di luminosità provocati dal passaggio di un esopianeta attorno alla propria stella. L’altra tecnica è invece quella della velocità radiale, che mostra la presenza di un pianeta osservando le variazioni gravitazionali che avvengono su una stella a causa del passaggio di un pianeta. A queste tecniche si aggiunge anche quella che ha permesso la scoperta dei segnali radio provenienti da un esopianeta; la tecnica che osserva le emissioni radio.

Una tecnica davvero interessante

Questa tecnica cerca di captare le emissioni radio che sono emesse da un pianeta quando il proprio campo magnetico è colpito dal vento stellare. Il vento stellare è costituito da particelle cariche provenienti da una stella. Da questo “scontro” si generano delle variazioni nelle emissioni radio, in una sorta di “firme” di un pianeta. In questo modo non solo si può scoprire la presenza di un pianeta, ma anche numerosi dettagli su un esopianeta.

Questa tecnica è ancora agli albori, ma è considerata affidabile da quando gli studiosi l’hanno utilizzata per analizzare le emissioni radio del pianeta Giove; circa due anni fa.

Partendo dalle analisi fatte su Giove, i ricervatori della Cornell University, con un recente studio, hanno tentato di scovare un qualche segnale radio proveniente da un esopianeta simile a Giove. La ricerca ha visto l’utilizzo del radiotelescopio Low Frequency Array (LOFAR) situato nei Paesi Bassi. La “caccia al tesoro” è stata fatta analizzando 3 sistemi planetari extrasolari noti: Upsilon Andromedae, 55 Cancri e Tau Boötis.

Soltanto il sistema di Tau Boötis ha permesso però di captare le emissioni radio, compatibili con quelle di Giove. Questo sistema planetario è formato da una stella binaria e un esopianeta gassoso caldo ed è situato nella Costellazione di Boötis. Da questo esopianeta gassoso caldo gli scienziati hanno captato delle emissioni radio, le prime captate finora, provenienti da un esopianeta, dalla scienza. Purtroppo sono segnali radio abbastanza deboli, del resto quel sistema planetario dista da noi 51 anni luce. Sembra una distanza “breve” ma è davvero molto lontana da noi.

Il valore della scoperta dei segnali radio provenienti da un esopianeta

Dato che il segnale radio proveniente dall’esopianeta di Tau Boötis è debole c’è bisogno di ulteriori studi per confermarlo. Anche se è virtualmente certo che proviene da quell’esopianeta gassoso caldo.

In ogni caso questa tecnica deve essere ulteriormente studiata e perfezionata perché, insieme alla tecnica dei transiti e alla tecnica della velocità radiale, è utile per conoscere ulteriori informazioni su un esopianeta. Per esempio conoscere le proprietà atmosferiche ed interne, ed anche la fisica delle interessanti interazioni stella-pianeta. È una tecnica utile per capire anche la possibile abitabilità. Infatti le emissioni radio indicano che un pianeta è dotato di un campo magnetico capace di proteggere la vita dalle particelle stellari e quindi garantire la sua sopravvivenza. Del resto i segnali radio possono essere generati anche artificialmente da civiltà extraterrestri. Un campo magnetico adeguato protegge anche la stessa atmosfera.

Gli studi a riguardo devono comunque andare avanti perché possono essere molto utili per ampliare le nostre conoscenze. Bisogna riuscire a capire sempre di più sull’infinitamente grande. Dobbiamo alzare i nostri sguardi al cielo e comprendere le meraviglie dello spazio.

 

Ecco un video che mostra questa scoperta:

 

Fonte immagine: GreenMe

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Autore dell'articolo: Gioacchino Savarese

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Gioacchino Savarese nasce il 26 maggio 1995 a Nocera Inferiore. Fin da subito è appassionato di misteri, scrittura e scienza. Le sue passioni e i suoi sogni si sono materializzati il 16 maggio 2015 con la creazione del Blog intitolato "I Misteri Del Mondo e Dell'Universo", inoltre ha un canale You Tube (adesso chiamato Specialid) e una Pagina Facebook omonimi. Inoltre ha pubblicato un libro il 19 luglio 2017 intitolato "I MISTERI DELLA VITA NELL'UNIVERSO". Il 27 giugno 2019 ha pubblicato il suo secondo libro: DIARIO DI UN SOLDATO. Il 30 ottobre 2019 ha creato il suo nuovo blog, chiamato Specialid, anche la sua pagina Instagram si chiama Specialid. Continua tuttora la sua ricerca nel mistero, nelle sue attività e a scrivere.