Mauro Vegni, le ipotesi sul Giro d'Italia

Mauro Vegni le ipotesi sul Giro d’Italia

         
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Mauro Vegni, è consapevole che le ipotesi sul Giro d’Italia sono tante. Sicuramente qualche modifica ci sarà, come la partenza che non avverrà più dall’Ungheria. Il diretto del Giro però non è soddisfatto della sovrapposizione di alcune corse. Infatti, il Giro d’Italia in questo nuovo calendario, andrà a sovrapporsi proprio con la Vuelta di Spagna. Al riguardo ha sottolineato a Repubblica: “La Vuelta per forza doveva sovrapporsi, era nella logica delle cose. Sarebbe stato meglio non avere la Parigi-Roubaix il 25, la cosa che mi dà più fastidio in fondo è quella. In realtà anche i belgi hanno trovato una collocazione decente per Gand-Wevelgem e Giro delle Fiandre. Ognuno rivendicava delle cose. In un anno particolare come questo alla fine va bene quello che è uscito”.

Vegni ha poi aggiunto: “Abbiamo fatto una serie di proposte alternative che a nostro giudizio avrebbero limitato alcune sovrapposizioni di calendario. Queste proposte non sono state recepite. Riteniamo comunque questo risultato importante per la ripartenza, soprattutto in questo momento, vista la drammatica situazione sanitaria che sta colpendo tutti i settori della nostra vita”.

Mauro Vegni le ipotesi sul Giro d’Italia, le considerazioni sulle partenza del Giro

Non è ancora nota la partenza del Giro d’Italia edizione 2020. Il diretto Mauro Vegni ha affermato: “Stiamo studiando due ipotesi per la nuova partenza del Giro d’Italia, ambedue al Sud. E non è detto che siano in Sicilia. In questo momento è complicato parlare con le Regioni, pensiamo di definire le prime tappe entro un paio di settimane. Per noi comunque contava essenzialmente avere un calendario per ricominciare a mettere in piedi gli eventi”. Altro nodo da sciogliere sarà: “Si correrà a porte chiuse o con la presenza del pubblico”. Sotto questo aspetto, la decisione stando alle considerazioni di Vegni, spetterà al governo. Bisogna infatti sottolineare che molto dipenderà dall’andamento della pandemia.

 

Autore dell'articolo: Annamaria Sabiu