Morte cerebrale. Detenuta di Rebibbia uccide i figli.

Morte cerebrale per il bambino gettato dalla madre per le scale del carcere di Rebibbia.

Lei, una donna arrestata per spaccio di droga il 26 agosto scorso.

Il fatto accade martedì 18 settembre, nel carcere Rebibbia. Una detenuta di 33 anni lancia nel vuoto i suoi due figli.

I miei figli adesso sono liberi” queste le parole che la stessa ha detto all’avvocato Sebesta rendendola ancor più consapevole del suo gesto.

Un raptus omicida che lascia tutti sconvolti. La donna non ha mai manifestato episodi di squilibrio né di aggressività. Nulla che facesse riferimento nemmeno ad autolesionismo. Queste le parole dei portavoce.

Eppure ha avuto fermezza e sangue freddo tali da lanciare i suoi due figli giù per le scale del carcere. Un volo violento di 4 metri.

 

 

Il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede si è espresso con parole molto dure dopo la morte cerebrale del bambino

ponendo l’accento su come ci si trovi in un mondo in cui “non si può sbagliare”, riferendosi ovviamente a quello della detenzione.

La donna di 33 anni, arrestata per traffico di sostanze stupefacenti, deve ricevere nel pomeriggio la visita di alcuni parenti. Dapprima tutto normale, poi il delirio. Da sfogo a tutta la sua rabbia. Uccide una bambina di sei mesi, sua figlia Faith nata il 7 marzo 2018 e ferito gravemente l’altro figlio Divine nato il 2 febbraio del 2017.

 La corsa in ospedale. I medici tentano l’impossibile per strapparlo alla morte.  Versa in condizioni gravissime e nel pomeriggio di ieri, mercoledì 19 settembre, è dichiarata la morte cerebrale.

La tragica notizia è data inizialmente dal Presidente

Lillo Di Mauro della consulta penitenziaria di Roma.

Spiega che il fatto si è svolto nella sezione nido, dove i bambini sono ospitati fino all’età di 3 anni.

L’inchiesta parte subito. L’accusa è di omicidio e tentato omicidio.

 

Gli inquirenti cercano di capire come si siano svolti i fatti.

Da una prima ricostruzione sulla dinamica, la donna originaria della Georgia ma residente da qualche tempo in Germania è arrestata il 26 agosto a Roma.

Nulla lascia presagire che la donna ha problemi psichici. Ma l’inevitabile accade.  La tragedia non fa sconti a nessuno. Due piccole vite spezzate.

Gli agenti hanno notato in lei comportamenti molto strani. Eppure nessuna segnalazione. Il nucleo investigativo dei Carabinieri adesso indaga. Intanto lei è sottoposta a delle perizie mediche.

La Ricostruzione

Approfitta del fatto che in quel momento le altre detenute sono in mensa con le operatrici e quindi che nessuno la noti. Calcola tutto.

In un lasso di tempo molto breve, commette il folle gesto.

Divine lotta per la sua vita nell’ospedale del Bambino Gesù di Roma. Poche ore dopo sopraggiunge la morte cerebrale.

Si tenta ora di rintracciare il padre, un uomo nigeriano, per avviare la procedura di espianto degli organi.

I carabinieri ora interrogano tutti. Dal personale del carcere che si trovava al momento nel reparto, alle stesse detenute.

La donna sarà riascoltata solo nei prossimi giorni, non si esclude nessuna ipotesi. Attualmente è ancora detenuta nell’infermeria del carcere.

Si stanno valutando le responsabilità dei vari controlli nella sezione nido.

Inoltre Dovranno essere chiariti alcuni movimenti della stessa, reperibili forse, dalle immagini della videosorveglianza interna.

Il ministro Alfonso Bonafede accompagnato dall’amministratore Penitenziario Francesco Basentini si è recato subito nell’istituto Penitenziario Romano. Incontra la direttrice, gli operatori e il personale in servizio nel carcere.

Recandosi subito dopo, al Bambin Gesù per verificare le condizioni dell’infante, ne appura la morte cerebrale.

Intanto sopraggiungono pesanti opinioni su Bonafede,

il quale ribatte di essere intervenuto il prima possibile, “in tempo da record” – ammonendo poi, tutti coloro che s’improvvisano –  “tuttologi”. (Cit.)

“Sono ora i magistrati a decidere quando si può fare la detenzione domiciliare”, rileva il ministro “ questo fatto rimarca la dimostrazione che probabilmente a casa molti bimbi non sono di certo più sicuri”.

Intanto il Membro del Governo decide la sospensione dei vertici della sezione femminile del carcere: la Direttrice, Vice e vicecomandante del reparto di polizia penitenziaria.

Si attende l’esito delle investigazioni.

 
Grazie al nostro canale Telegram potete rimanere aggiornati sulla pubblicazione di nuovi articoli di WebMagazine24
 
 

Articoli consigliati:


Autore dell'articolo: Stefania Di Francescantonio

Stefania Di Francescantonio