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Cesare Battisti inizia lo sciopero della fame e rinuncia alle cure

         
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Cesare Battisti inizia lo sciopero della fame come segno di protesta. Il pluriomicida si trova in carcere ad Oristano dall’anno scorso, dopo una latitanza durata 37 anni. Facente parte di un gruppo terroristico, i PAC, acronimo di Proletari Armati per il Comunismo, deve scontare due ergastoli per le uccisioni di Antonio Santoro ed Andrea Campagna. In aggiunta deve scontare altri anni di carcere per gli omicidi del gioielliere Pierluigi Torregiani e il macellaio Lino Sabbadin, oltre alle accuse di detenzioni di armi e partecipazione a banda terroristica.

Arrestato, riuscì ad evadere nel 1981, rifugiandosi a Parigi; a fine anno si trasferì in Messico. Nel 1990 tornò a Parigi, venne arrestato e l’Italia chiese l’estradizione, non concessa dalla Francia, che gli diede invece la naturalizzazione, poi ritirata nel 2004. In quell’anno scoppia il “caso Battisti”: il terrorista viene arrestato e poi rilasciato per aver litigato con il vicino di casa e il nostro Paese chiede nuovamente l’estradizione, che questa volta viene concessa. Inizia un altro capitolo della latitanza di Battisti, che riesce a scappare, raggiungendo il Brasile, dove ottiene lo status di rifugiato politico.

Nel 2018 lo stato sudamericano si pronuncia in favore dell’estradizione e ordina l’arresto: l’Interpol lo rintraccia e blocca in Bolivia, dove si nascondeva con barba e baffi finti. Nel marzo 2019 si dichiara colpevole dei delitti imputatigli, chiedendo scusa alle famiglie delle vittime.

Cesare Battisti inizia lo sciopero della fame per protesta

Dopo l’estradizione in Italia, Battisti deve scontare gli ergastoli nel carcere ad Oristano. Per sei mesi inoltre ha scontato la pena d’isolamento diurno. L’avvocato e lo stesso terrorista protestano perché questa condanna sarebbe ancora in vigore dopo un anno e mezzo, nonostante il periodo di sei mesi sia già trascorso. Considerandolo illegittimo e non sentendosi considerato, Cesare Battisti ha comunicato la volontà di ricorrere allo sciopero della fame totale e di voler rinunciare anche alle cure medice per l’epatite B da cui è affetto. Inoltre l’avvocato ha chiesto il trasferimento dell’assistito da Oristano ad Opera o al più a Rebibbia, a Roma.

Inoltre è di poche ore fa la notizia che a Battisti sono stati concessi 45 giorni di riduzione di pena per buona condotta. Questo non significa scarcerazione, ma sicuramente il fatto che ad un pluriomicida siano concesse riduzioni di pena, fa discutere. Soprattutto pensando ai 37 anni di latitanza, trascorsi felicemente nel bel Paese sudamericano in compagnia della moglie. La polemica continua; magistrati e avvocati dovranno pronunciarsi sul futuro del terrorista.

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Fonte copertina: Wikipedia

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Autore dell'articolo: Martina Guarneri

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