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A 70 anni è morto Philippe Daverio storico dell’arte

         
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A 70 anni è morto Philippe Daverio, famoso storico dell’arte di origini francesi da parte materna. Lo studioso è mancato nella notte all’Istituto dei Tumori di Milano, come reso noto dalla regista e direttrice del teatro Franco Parenti, Andree Ruth Shammah. Malato da tempo di cancro, aveva deciso di non farne parola in pubblico.

Un uomo di grande cultura, poliglotta, eccentrico nel vestire, insomma un vero personaggio unico. Uno storico dell’arte famoso nel mondo, ma non un “dottore”: infatti non si è mai laureato; era iscritto alla Bocconi, ma non terminò mai gli studi. Lo stesso Daverio ha sempre affermato di “non essere dottore perché non mi sono laureato […] in quegli anni si andava all’università per studiare non per laurearsi”. Di certo la mancanza di una pergamena non gli ha impedito di essere uno dei più famosi personaggi in campo artistico con moltissime pubblicazioni e proprietario di gallerie in tutto il mondo. Ma la sua bravura l’ha espressa soprattutto nella divulgazione televisiva, con la quale ha reso l’arte divertente ed accessibile a tutti.

A 70 anni è morto Philippe Daverio, una vita per l’arte

Nato a Mulhouse in Alsazia il 17 ottobre 1949, frequenta la Scuola Europea di Varese dove riceve un’educazione tipicamente ottocentesca. Come detto in precedenza si iscrive alla facoltà di economia e commercio dell’università milanese Bocconi, senza mai terminare il ciclo di studi. Decide di intraprendere la strada dell’arte e mai scelta fu più corretta.

Il curriculum di Daverio è impressionante: vanta collaborazioni con le più importanti riviste del mondo, da Panorama a Vogue, dal National Geographic al Touring Club.  Nel 1975 apre la sua galleria in Monte Napoleone a Milano sull’avanguardia dei primi anni del Novecento. Undici anni dopo a New York inaugura la Philippe Daverio Gallery, dedicata all’arte del ventesimo secolo. Scrittore di libri, insegnante di storia dell’arte, conduce anche alcuni programmi di divulgazione artistica sulla Rai e su Canale5. Tra le serie più conosciute c’è sicuramente Passepartout, programma settimanale da lui condotto e ideato, in cui in ogni puntata era affrontato un diverso tema, raccontando in modo non accademico il patrimonio storico-artistico. Negli ultimi anni ha collaborato con Striscia la notizia, il programma di Antonio Ricci, conducendo una rubrica sui luoghi italiani visitabili gratuitamente. 

Un personaggio colto e affascinante in grado di raccontare l’arte in modo leggero ed avvincente. Uomo di cultura, lascia un vuoto incolmabile nel mondo artistico.

 

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Fonte immagine: Wikipedia

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Autore dell'articolo: Martina Guarneri

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