Gilet gialli, nasce il Coordinamento italiano
Gilet gialli, in Italia nasce il Coordinamento italiano. Sulla scia delle proteste contro il caro benzina a Parigi, anche il nostro paese si mobilita
Una pagina Facebook per affermare la nascita del Coordinamento italiano gilet gialli Italia contro la direttiva Bolkestein e la tassazione troppo elevata per le imprese.
Sulla pagina social dei gilet gialli italiani si legge:
Oggi Champs Elysee, la prossima a Roma.
Il coordinamento chiede anche la revoca della concessione a Autostrade e la riduzione dei pedaggi.
I gillet gialli dunque arrivano in Italia per contrastare la direttiva Bolkestein sulla ibera circolazione dei servizi.
La direttiva europea, all’art. 12 afferma:
La presente direttiva è volta a creare un quadro giuridico per assicurare la libertà di stabilimento e la libera circolazione dei servizi tra gli Stati membri.
Essa non armonizza né incide sul diritto penale.
Gli Stati membri non dovrebbero poter limitare la libertà di fornire servizi applicando disposizioni di diritto penale che riguardano specificamente l’accesso ad un’attività di servizi o l’esercizio della stessa aggirando le norme stabilite nella presente direttiva.
Nel post d’apertura su Facebook la prima adesione è di Giancarlo Nardozzi:
Sono il presidente nazionale del Goia (Gruppo organizzato indipendente ambulanti).
Ho aderito a questo coordinamento per aiutare a superare le difficoltà della categoria e per cercare di apporre dei cambiamenti.
Protestando sempre in forma civile e legale a sostegno di questo governo ormai circondato da tutti.
Una protesta che in questi giorni sta invandendo Parigi; i gillet gialli sono scesi in piazza (non senza disagi e tafferugli) per protestare contro l’aumento dei prezzi della benzina
Un aumento voluto dal presidente Marcon per incentivare il pasaggio alle auto ibride ed elettriche, non particolarmente apprezzato dagli addetti ai lavori.
Il movimento è stato chiamato gilet gialli perchè i protestanti indossano i giubbotti retro-riflettenti che per la legge francese (come in Italia) vanno messi da chi scende dal proprio veicolo lungo le strade.
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