Nibali cura l'alimentazione

Nibali cura l’alimentazione e gli allenamenti

In questo momento di quarantena e di emergenza sanitaria Nibali cura l’alimentazione e anche gli allenamenti. Il mondo del ciclismo infatti, è fermo, ma l’animo degli sportivi non si può fermare. Ecco quindi, che ogni corridore continua a cercare di mantenersi in forma con allenamenti casalinghi, ma soprattutto prendendosi cura dell’alimentazione.

Lo Squalo dello Stretto intervenendo a Casa Sky Sport ha dichiarato: “Devo stare attento all’alimentazione per via degli allenamenti ridotti”. Ciò, ovviamente per evitare di prendere peso. Sugli allenamenti invece ha sottolineato: “La migliore soluzione per me è non entrare in contatto con nessuno, facendo un’attività a casa sui rulli”. Ricordiamo che il corridore vive in Svizzera, dove al momento la gestione della situazione è differente rispetto alle restrizioni dell’Italia.

Nibali cura l’alimentazione e gli allenamenti. Il suo pensiero sul futuro

Il futuro del ciclismo è ancora incerto. Non è detto che tutte le corse potranno essere riprogrammate, così come non è detto che ci sarà un proseguo della stagione. Bisogna prendere in considerazione anche l’ipotesi più drastica, ossia che la stagione ciclistica sia finita così. Al riguardo Nibali ha sottolineato: “I rumors dicono che si dovrebbe ripartire da giugno in poi, cominciando con gare più tranquille. Il Tour de France magari slitterà di una settimana.  Io comunque devo solo mantenermi e stare attento all’alimentazione. Mi sto allenando a casa, sono in contatto con la mia squadra, vediamo quando sarà possibile allenarsi nuovamente in strada”. Se da un lato il ritorno in sella alla bicicletta per strada è incerto, non è incerto il suo obiettivo. Infatti, uno dei suoi principali obiettivi restano le Olimpiadi di Tokyo. Queste sono state rinviate di un anno e si disputeranno nell’estate del 2021. Non resta quindi che attendere ancora un po’ di tempo per verificare come si evolverà la situazione e scoprire quali corse sarà possibile disputare.

Autore dell'articolo: Annamaria Sabiu

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