Olio italiano qualità eccellente

Olio italiano qualità eccellente anche se cala la produzione

 

Olio italiano qualità eccellente anche se cala la produzione. Extra vergine d’oliva interamente Made in Italy, compensa una quantità che scende rispetto agli ultimi anni.

Olio italiano qualità eccellente è dunque la sintesi dell’esclusiva indagine condotta dagli osservatori di mercato di Cia-Agricoltori Italiani, Italia Olivicola e Aifo-Associazione italiana frantoiani oleari.

Un’indagine che fotografa un’Italia dell’olio spaccata in due, con la produzione al Sud in forte calo a differenza della netta ripresa, rispetto allo scorso anno, delle regioni centrali e settentrionali.

In pratica in numeri non sono dei migliori per questo 2020: un netto -36% con una previsione di poco più di 235mila tonnellate di olio extravergine d’oliva prodotte; a fronte delle oltre 366mila tonnellate della scorsa stagione.

In merito a questa annata, il presidente di Cia-Agricoltori Italiani Dino Scanavino aggiunge:

Siamo di fronte ad un’annata a due facce: da un alto i cali nelle regioni meridionali che producono la stragrande maggioranza dell’olio italiano; dall’altro la ripresa delle regioni centrali e settentrionali che hanno beneficiato di un clima più clemente.

Ora bisogna premiare la filiera agricola che si impegna nella produzione di un olio di qualità, garantendo prezzi più equi, adeguati e remunerativi.

Dal canto su il presidente di Aifo, Piero Gonnelli precisa:

La qualità del nostro olio sarà eccellente ma dovremo mantenere alta l’attenzione sugli attacchi della mosca con controlli capillari sui territori.

Siamo ancora lontanissimi dal soddisfare in toto il fabbisogno dei consumatori italiani e dovremo lavorare su questo nei prossimi mesi in sinergia con tutti i protagonisti della filiera.

La qualità dell’olio extravergine d’oliva vede ancora la Puglia regina incontrastata nonostante il crollo quantitativo

A trascinare al ribasso le stime saranno, appunto, le Regioni del Sud, da cui dipende gran parte della produzione italiana.

Evidente il calo della Puglia (-51%) che risente in maniera pesante della ciclicità del raccolto, con l’attuale stagione di scarica, a due anni dalla gelata che azzerò la raccolta nelle province di Bari e Foggia.

Non si arresta il crollo del Salento flagellato dalla Xylella, dove si stimano 2.000 tonnellate di olio e un calo del 50% rispetto allo scorso anno.

Puglia che, nonostante quest’annata difficile, resta comunque il polmone olivicolo nazionale con le 101.000 tonnellate di prodotto stimate, pari al 44% della produzione italiana complessiva.

Al secondo gradino del podio sale, a sorpresa, la Sicilia (-17% rispetto allo scorso anno) che scalza la Calabria (-45%).

Segno negativo anche per altre regioni importanti dal punto di vista produttivo come Campania (-12%), Basilicata (-20%), Molise (-20%), Sardegna (-26%) e Abruzzo (-33%).

Situazione ribaltata nelle regioni centrali e settentrionali, invece, grazie al clima positivo durante il periodo della fioritura e agli attacchi contenuti della mosca.

 

 

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Autore dell'articolo: Francesca DI Giuseppe

Francesca Di Giuseppe, nata a Pescara il 27 ottobre 1979, giornalista e titolare del blog Postcalcium.it. Il mio diario online dove racconto e parlo a mio della mia passione primaria: il calcio Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Teramo con una tesi dedicata al calcio femminile. Parlare di calcio è il mezzo che ho per assecondare un’altra passione: la scrittura che mi porta ad avere collaborazioni con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali.