Emergenza batterio Xylella fastidiosa

Emergenza batterio Xylella fastidiosa in Europa

 

Emergenza batterio Xylella fastidiosa in Europa. Aumentano i danni alle colture

Emergenza batterio Xylella fastidiosa in Europa. Si tratta di un batterio che può colonizzare diverse specie di piante; colpisce soprattutto ulivi, alberi di mandorle ed agrumi. La Xylella è stata individuata la prima volta nel nostro continente circa 6 anni fa, più precisamente in Puglia, dove ha disseccato rapidamente gli ulivi.

Emergenza batterio Xylella fastidiosa. La diffusione del batterio non si arresta

Da allora nuovi focolai di varie sottospecie del batterio sono stati scoperti in Corsica, Costa Azzurra, Baleari, Valencia, Madrid, Portogallo e sulle coste della Toscana. Il clima dell’Europa (in particolar modo quello mediterraneo), infatti, è molto favorevole alla creazione e alla proliferazione di questo batterio.

Nonostante i monitoraggi e il controllo obbligatorio a livello nazionale ed europeo, la diffusione del batterio non si arresta.

La sentenza della Corte di giustizia Ue

Alcuni giorni fa la Corte di giustizia Ue ha stabilito che l’Italia non ha applicato le misure obbligatorie Ue per impedire il diffondersi della Xylella fastidiosa. La Corte ha, infatti, accolto il ricorso della Commissione Ue contro ritardi e mancanze nelle ispezioni e nell’abbattimento delle piante infette da parte delle autorità nazionali.

Si tratta di una condanna per primo inadempimento, che prevede solo il pagamento delle spese processuali. Questa sentenza conclude la prima fase di una procedura di infrazione che risale al 2015.

A rischio anche il florovivaismo nazionale

Ad ogni modo la disastrosa gestione dell’emergenza Xylella rischia di distruggere anche tutto il florovivaismo nazionale“.
Lo denuncia Aldo Alberto, presidente dell’associazione dei Florovivaisti Italiani, in allarme per la reputazione delle imprese del settore, che potrebbero essere considerate propagatrici di microrganismi e insetti nocivi nelle attività di export.
La minaccia coinvolge le piante in vaso e anche i produttori che commerciano specie estranee a questo batterio.

Necessario un confronto con le organizzazioni del settore

Tutto questo potrebbe determinare forti squilibri commerciali e generare pesanti ripercussioni per uno dei comparti principali dell’agricoltura italiana. Per questi motivi l’associazione Florovivaisti Italiani chiede al Ministero delle Politiche agricole un confronto con tutte le organizzazioni del settore per fronteggiare la crisi.

Fonte Immagine: Radio Cora 

 

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24