Investimenti europei per il clima

Investimenti europei per il clima: Europa neutra nel ’50

         
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Investimenti europei per il clima con l’obiettivo di far diventare l’Europa un blocco neutro entro il 2050

 

Bruxelles, lì 14 Gennaio 2020 – L’emergenza clima impone lo sviluppo di importanti piani di investimenti europei, tenendo presente il termine del 2050.

 


Diventare il primo continente neutro dal punto di vista climatico entro il 2050 richiede investimenti significativi; dunque ad essere coinvolti sono il settore pubblico ma anche quello privato. Le finanze pubbliche devono aprire la strada, gli attori privati ​​devono fare la loro parte.


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Presidente Ursula von der Leyen:

“Coloro che agiranno per primi e più velocemente saranno anche quelli che colgono le opportunità dalla transizione ecologica… Ma le finanze pubbliche da sole non saranno sufficienti. Dobbiamo attingere agli investimenti privati“.

Valdis Dombrovskis:

“Il Green Deal dimostra la nostra determinazione per affrontare i cambiamenti climatici, di cui stiamo sostenendo un piano di finanziamentoMettere la sostenibilità al centro del modo in cui investiamo richiede un cambiamento di mentalità. Oggi abbiamo compiuto un passo importante verso questo obiettivo.”

Frans Timmermans:

“La transizione necessaria verso la neutralità climatica migliorerà il benessere delle persone e renderà l’Europa più competitiva. Il meccanismo di transizione equa contribuirà a sostenere le persone più colpite rendendo gli investimenti più interessanti e proponendo un pacchetto di sostegno finanziario e pratico del valore di almeno 100 miliardi di euro. Questo è il nostro impegno di solidarietà ed equità. “

Investimenti europei per il clima: EU Green Deal

È necessario investire nel clima, nell’economia circolare, per diventare il primo continente neutro entro il 2050; quindi bisogna:

  • apportare capitale proveniente da bilanci nazionali e dell’UE;
  • poi, creare le condizioni per investimenti interessanti;
  • garantire assistenza tecnica per aiutare gli investitori;
  • nonché selezionare progetti sostenibili.

Tra gli obiettivi c’è quello di arrivare al 30% di Investimenti Europei in progetti che combattono il cambiamento climatico; dunque tutta l’Unione Europea deve stimolare finanziamenti verdi, anche con il sostegno del gruppo BEI. Il meccanismo di transizione mobiliterà almeno € 100 miliardi di euro, per fornire sostegno mirato a regioni, lavoratori e settori maggiormente colpiti; C’è in programma la mobilitazione di almeno € 1 trilione di investimenti nel corso di 10 anni.

Green Deal europeo

Il piano di investimenti del Green Deal europeo mobiliterà i finanziamenti dell’UE e creerà un quadro abilitante per facilitare e stimolare gli investimenti pubblici e privati ​​necessari per la transizione verso un’economia neutrale dal punto di vista climatico, verde, competitiva e inclusiva. A integrazione di altre iniziative annunciate nell’ambito del Green Deal, il piano si basa su tre dimensioni:

  • Finanziamento: mobilitazione di almeno 1 trilione di euro di investimenti sostenibili nel prossimo decennio. Una quota maggiore della spesa in azioni per il clima e l’ambiente a carico del bilancio dell’UE che mai sarà destinata a finanziamenti privati, con un ruolo chiave che dovrà svolgere la Banca europea per gli investimenti;
  • Abilitazione: fornire incentivi per sbloccare e reindirizzare gli investimenti pubblici e privati. L’UE fornirà strumenti per gli investitori mettendo la finanza sostenibile al centro del sistema finanziario e faciliterà gli investimenti sostenibili da parte delle autorità pubbliche incoraggiando il bilancio verde e gli appalti e progettando modi per facilitare le procedure per approvare gli aiuti di Stato per le sole regioni in transizione;
  • Supporto pratico: la Commissione fornirà sostegno alle autorità pubbliche e ai promotori di progetti nella pianificazione, progettazione e realizzazione di progetti sostenibili.

3 fonti di finanziamento

Il meccanismo di transizione consisterà in tre principali fonti di finanziamento:

  1. Un fondo di transizione equo, che riceverà € 7,5 miliardi di nuovi fondi dell’UE, in aggiunta alla proposta della Commissione per il prossimo bilancio dell’UE a lungo termine. Per attingere alla loro quota del Fondo, gli Stati membri, in dialogo con la Commissione, dovranno identificare i territori ammissibili attraverso piani di transizione territoriale specifici dedicati. Complessivamente, ciò fornirà finanziamenti tra i 30 ed i 50 miliardi di euro, che mobiliteranno ancora più investimenti. Il Fondo fornirà principalmente sovvenzioni alle regioni;
  2. Un regime di transizione equo dedicato nell’ambito di InvestEU per mobilitare investimenti per un massimo di 45 miliardi di euro. Cercherà di attrarre investimenti privati, anche in materia di energia e trasporti sostenibili a beneficio di tali regioni e aiutare le loro economie a trovare nuove fonti di crescita.
  3. Ed anche un meccanismo di prestito del settore pubblico con la Banca europea per gli investimenti sostenuto dal bilancio dell’UE per mobilitare investimenti tra 25 e 30 miliardi di euro. Sarà utilizzato per prestiti al settore pubblico, ad esempio per investimenti in reti di teleriscaldamento e ristrutturazione di edifici. La Commissione presenterà una proposta legislativa per istituire questo nel marzo 2020.

⇒ In omaggio la copia in PDF della guida Novità fiscali e tributarie 2020 sui principali elementi della Manovra 2020.

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DI SANTE Paolo

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Autore dell'articolo: Paolo Di Sante

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Ogni giorno genitori danno tutto per la famiglia, lavoratori si sacrificano per lo stipendio, disoccupati cercano lavoro, imprenditori e professionisti cercano di mandare avanti l'attività. E poi c'è l'Italia, un paese intasato di burocrazia e norme che sembrano remare contro chi si alza la mattina per affrontare la giornata. Tutto ciò ha mosso in me la voglia di pubblicare studi, ricerche ed appunti che sono frutto di oltre un ventennio di lavoro: adempimenti fiscali, civilistici ed amministrativi; servizi alle aziende ed alle persone in campo amministrativo e finanziario. Credo che la diffusione delle informazioni porti equità sociale. Il mio motto preferito: "l'unione fà la forza".