Cannabis coltivata in casa

Cannabis coltivata in casa: Cassazione depenalizza

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Sezioni unite della Cassazione depenalizzano la Cannabis coltivata in casa per uso personale: non scatta reato penale

 

Depenalizzata la cannabis coltivata in casa purché in quantità minima, ad uso personale; le Sezioni unite della Cassazione anticipano con un’informazione provvisoria la Sentenza.

In attesa del deposito delle motivazioni si diffonde la notizie relativa all’esclusione dal campo d’azione della normativa penale.

La coltivazione in minime dimensioni svolta in ambito domestico, unita al mancato inserimento nel mercato degli stupefacenti, determina l’uso personale del coltivatore. L’uso personale identifica sempre un reato ma esclude implicazioni penali, a prescindere dalla quantità di “principio attivo”; infatti ad essere determinante è il tipo di pianta che produce la sostanza stupefacente. Tuttavia le Sezioni unite pongono uno sparti acque che esclude l’applicazione del codice penale. Dunque, la coltivazione della cannabis costituisce sempre un reato; infatti è innegabile il pericolo per la salute per gli utilizzatori senza considerare il potenziale pericolo di diffusione domestica e spaccio.

Reazioni politiche dopo la depenalizzazione della Cannabis coltivata in casa

La pronuncia ha avuto origine dal caso di una persona che ha ricorso per l’annullamento di una condanna per la coltivazione rudimentale di 2 piante di marijuana. Così le Sezioni unite hanno aperto al caso di coltivazione limitata, domestica, quindi non finalizzata al “mercato”; dunque arriva la depenalizzazione apprezzata anche da un ampio arco parlamentare.

Il senatore M5S Matteo Mantero:

«La Cassazione ha aperto la strada, ora tocca a noi. Fino a questa storica sentenza comprare Cannabis dallo spacciatore, alimentando la criminalità e mettendo a rischio la propria salute con prodotti dubbi, non costituiva reato penale mentre coltivare alcune piante sul proprio balcone per uso personale poteva costare il carcere».

Il segretario di +Europa, Benedetto Della Vedova, ritiene la decisione ragionevole ed esprime la volontà di andare avanti con la “cannabis legale”; anche Riccardo Magi, di +Europa, la giudica una buona notizia natalizia commentando sulla Cassazione:

«Ha fatto valere il buon senso e la logica con l’equiparazione della coltivazione per uso personale al consumo; ora tocca al Parlamento, depositario di diverse proposte che vanno decisamente in questa direzione per superare una normativa illogica e sbagliata».

Forza Italia attende la sentenza

Invece arriva perplessità da Maurizo Gasparri di Forza Italia:

«Leggeremo con attenzione la sentenza della Cassazione in materia di coltivazione della cannabis nelle abitazioni. La stessa Cassazione aveva recentemente emesso sentenze ben diverse, che hanno stroncato il commercio della cosiddetta cannabis light. Quindi bisognerà capire bene cosa è stato scritto. La Cassazione talvolta prende buone decisioni, talvolta si è resa protagonista con suoi esponenti delle inquietanti vicende del Csm, al punto che un suo insigne esponente si è dovuto collocare in pensione anticipatamente. Anche la Cassazione, quindi, va sottoposta a opportuni controlli. Abito nel quartiere, provvederò personalmente al più presto».

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DI SANTE Paolo

 
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Autore dell'articolo: Paolo Di Sante

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Ogni giorno genitori danno tutto per la famiglia, lavoratori si sacrificano per lo stipendio, disoccupati cercano lavoro, imprenditori e professionisti cercano di mandare avanti l'attività. E poi c'è l'Italia, un paese intasato di burocrazia e norme che sembrano remare contro chi si alza la mattina per affrontare la giornata. Tutto ciò ha mosso in me la voglia di pubblicare studi, ricerche ed appunti che sono frutto di oltre un ventennio di lavoro: adempimenti fiscali, civilistici ed amministrativi; servizi alle aziende ed alle persone in campo amministrativo e finanziario. Credo che la diffusione delle informazioni porti equità sociale. Il mio motto preferito: "l'unione fà la forza".